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Lettere al Direttore
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Leggo sul GdB la lettera della signora di San Paolo nella quale viene lamentata l’assenza di un medico di base. Facendo una provocazione, mi verrebbe da dirle: «Sa signora perché non ci sono dottori nel suo paese? Perché c’è stato qualcuno che, 25 o 30 anni fa, ha detto al proprio marito o alla moglie: "Che dici se invece di fare un figlio, prendiamo un cane?". Meno problemi, più libertà...». Credo infatti che la mancanza di servizi sia conseguenza del sempre più basso tasso di natalità nella nostra nazione. Ho sentito dire, non ricordo chi, che non bisogna fare figli per «dovere sociale». Io non so cosa sia un «dovere sociale». So però di per certo che se tra una trentina d’anni vogliamo trovare un meccanico, un falegname, magari un infermiere in ospedale, serve che qualcuno queste persone le faccia nascere adesso. Più andiamo avanti e più la situazione diventerà drammatica. Complice anche la svalutazione che affligge la famiglia tradizionalmente intesa, in nome di moderne ideologie poco comprensibili. I nuovi valori delle giovani generazioni sono like sui social, meme ridicoli e apparenza fine a se stessa. I figli vengono visti come un impedimento a viaggetti e weekendini fuori porta, non come le fondamenta del nostro futuro. Speriamo che l’indice di natalità si inverta presto... oppure speriamo che in futuro alcune professioni possano presto essere esercitate anche dai cani... quelli sì che non ci mancano! Lettera firmata Carissimo, comprendiamo la preoccupazione e concordiamo sulla diagnosi, non sulla prognosi. Ridurre i figli a fornitori di servizi significa sottostare alla logica economicistica alla base di molti guai, compresa la denatalità stessa. Ci viene in mente la celebre frase di Antoine de Saint-Exupéry: «Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia del mare vasto e infinito». Lo stesso vale per i figli, che sono innanzi tutto dono, bellezza, desiderio. E vogliamo credere che la tendenza attuale, frutto appunto di logiche al risparmio, venga presto superata, tornando a scoprire che il senso della vita sta nel dare ad essa seguito, generando e accudendo. E chissà, forse proprio i giovani attuali ci sorprenderanno.
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