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Lettere al Direttore
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Mi riallaccio alla bellissima lettera della signora Roberta Vecchietti. Pecore in fila per gustare un «crafen», lo scrivo in bresciano, per me da bambino era un lusso. Pecore in fila scampanellanti che ti attraversano la strada: solo pochi eletti con buoni occhi e orecchio possono avere questa fortuna. Ti rilassano, capisci che c’è ancora qualcosa di buono su questa Terra. Tra le mie poche fortune: mi sono sposato in Sardegna e quando un gregge attraversa la strada quasi mi emoziono. Anche qui purtroppo sempre meno campanelli, più recinti e stalle. Umanoidi pecoroni in fila quelli che alle ore 12.30 decidono di andare alla spiaggia della pelosa se non a Sirmione il 25 aprile. Costoro sono pecore con lo smartphone in mano e seguono diligentemente le indicazioni del costoso strumento. Perché non optare per una anonima e pur bellissima spiaggia dove puoi piantare l’ombrellone dove vuoi? Se una pecora decide di attraversare, tutto il gregge la segue. Così pure noi facciamo: l’influencer così dice, così ordina. E noi obbedienti. Anche io ormai mi limito ad osservare le lucertole, i gechi, gli uccellini che saltellano il mattino, le poche api rimaste, la mia gatta, il sole che sorge. Luciano Bisleri Cellatica Caro Luciano, ne abbiamo scritto in prima pagina, ieri: basta un video che decolla, un influencer che scopre «il borgo segreto», un algoritmo che decide improvvisamente che quello scorcio, quella piazza, quel lago meritano l’attenzione di milioni di persone e in poche settimane il flusso diventa marea. Un bel problema, trasformando il normale turismo in onda che travolge tutto. Come se ne esce allora? Non facendo i pecoroni, diremmo, aborrendo il conformismo, rifuggendo le mode, scartando a priori il bello prêt-à-porter consigliato dal o dall’influencer di turno. La buona notizia è che trattandosi di una scelta personale, è praticabile da subito e a costo zero. Di contro, si può opporre resistenza civile sfruttando l’ampiezza e la varietà del mondo per scovare posti nuovi, poco frequentati, originali. E magari - sarebbe il massimo - preferendo i gechi, le lucertole, gli uccellini ai propri simili accalcati di fronte al banco dei crafen (scritto in bresciano) o in coda per salire sul battello.
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