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Lettere al Direttore
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Affrontare la malattia di un genitore e trovarsi di fronte alla sua fragilità è, per una figlia, una prova molto difficile, soprattutto, se si tratta della propria madre che, ai miei occhi, è sempre stata attiva, forte e indipendente. Mia madre ha da poco raggiunto il traguardo importante di 87 anni, e, purtroppo, oggi, sta vivendo un momento della sua vita difficile e complicato, a causa dell’aggravamento delle sue patologie. In queste settimane così travagliate, nel corso di ben tre ricoveri presso il reparto di Seconda Medicina degli Spedali Civili di Brescia, mia madre è stata seguita e curata da persone veramente speciali, che voglio ringraziare per la sensibilità, la gentilezza e la professionalità con cui hanno svolto il loro lavoro, anzi dovrei dire la loro missione. Con questa lettera voglio esprimere la mia gratitudine a tutto il personale del reparto che si è preso cura di mia madre, a partire dal Primario, fino ai medici, agli infermieri e agli ausiliari, soprattutto, per aver saputo mostrare il lato umano e sensibile della loro professione. Infine, voglio sottolineare un aspetto della condizione in cui si trova il malato che talvolta, passa in secondo piano davanti alla patologia, ma che in realtà non è affatto secondario. I familiari di un paziente ricoverato, in particolare in un reparto come la Seconda Medicina degli Spedali Civili di Brescia, spesso non sono preparati a fronteggiare la malattia del proprio caro; di conseguenza, si trovano a vivere una situazione delicata e dolorosa dal punto di vista emotivo e psicologico. In questo stato d’animo di forte stress e preoccupazione, è stata per me una fonte di grande conforto ricevere da parte di tutto il personale del reparto - medici, infermieri e ausiliari -, una parola di incoraggiamento, un gesto di attenzione o semplicemente un sorriso, sia verso mia madre, sia, soprattutto, verso di me. Questo atteggiamento, anzi questa predisposizione, dimostra, appunto, particolare sensibilità e grande passione per il proprio lavoro che non sono affatto scontate. Io ho riscontrato personalmente che tutto questo non rappresenta un’eccezione, ma la normalità in un reparto particolarmente delicato come quello della Seconda Medicina degli Spedali Civili di Brescia. Cinzia Bertolino Figlia della paziente Raffaella Giampino Cara Cinzia, al suo elogio del reparto di Seconda Medicina degli Spedali Civili uniamo il nostro. In un tempo nel quale la sanità pubblica vive criticità e comprensibili fatiche, la sua testimonianza tiene acceso un lume, dimostrando che le organizzazioni non sono fatte solo di protocolli, posti letto e macchinari, bensì soprattutto di persone. Un abbraccio alla sua mamma e a lei, che ci ha ricordato come il «prendersi cura», prima di essere un gesto, è un’attenzione.
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