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Lettere al Direttore
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Scrivo questa lettera per valore umano e morale in quanto ho il dovere di denunciare atti, decisioni e procedimenti illeciti che gravano verso le persone con disabilità. Mi chiamo Nicola Fornoni, sono un cittadino bresciano in sedia a rotelle, attivo socialmente e artisticamente a livello internazionale. La musica è una fonte di energia, passione, svago e divertimento nonché di condivisione universale, mi sento profondamente legato ad essa, suono, strimpello qualche strumento e a volte scrivo canzoni. Come consuetudine il Comune di Brescia insieme ad Alberto Belgesto direttore artistico, Festival 4/4, Alchimie e assoc. WeLoveCastello hanno creato il famoso evento musicale 4/4 quest’anno nella data 18 luglio 2026 dalla durata di una notte no stop decidendo di collocarlo nel luogo più inaccessibile del Castello di Brescia, ovvero il prato adiacente alla Torre Mirabella, luogo che contiene il Museo delle Armi. Qualche giorno fa l’ho scoperto e sono stato preso, immediatamente, da sconforto, rabbia e sdegno. Contatto subito l’organizzatore che mortificato si presta nell’eventualità della mia partecipazione e di altri disabili nel farci aiutare da qualcuno prendendoci in braccio o sollevandoci con la sedia a rotelle su scale storiche strette, piccole con non poco rischio lasciandoci nell’insicurezza più assoluta. I luoghi per eventi pubblici devono essere accessibili o resi tali per legge onde evitare atti altamente discriminatori ed illegali provocando forme di esclusione e di abilismo. Questa è una Brescia che odio, che non desidero, che non voglio, che disprezzo, che tanto si fa paladina di valori e di diritti per le libertà nelle piazze multicolori ma che in fine pecca di razzismo ed insensibilità andando contro i diritti universali dell’uomo, creando eventi solo per gli eletti e i sani di gambe. Organizzare eventi inaccessibili non è un reato penale ma integra gli estremi di discriminazione illecita. Esclude e non permette la fruizione paritaria di eventi, violando norme di sicurezza. Nicola Fornoni Caro Nicola, vorremmo metterci nei suoi panni, ma da «sani di gambe» non possiamo, limitandoci a comprenderla (intendendo il comprendere come atto più ampio e intimo del capire: per il secondo basta l’intelletto, per il primo occorrono cuore e coscienza). E la croce che l’è capitata e che scaglia, offeso, contro gli organizzatori della manifestazione, la prendiamo sulle spalle anche noi, perché al pari loro molte volte siamo distratti verso chi ha una disabilità. Ciò che le chiediamo, senza pretese, è di non odiare questa città, perché il peccato è quello di omissione, non di scelta consapevole e malevola. Accetti dunque la mano tesa, che chiede scusa, imparando per la prossima volta.
Qualità, contenuti, relazioni, territorio. GdB+ il valore di esserci.
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