Territori
Le notizie più recenti dalla città e provincia
Lettere al Direttore
La tua voce conta. Condividi la tua opinione e leggi le risposte personali del nostro direttore

La vicenda che ha visto coinvolto Andrea Pirlo è rivelatrice dello stato di grande sofferenza in cui versa la Nazionale di calcio nel nostro Paese. Se l’Italia sono ormai tre edizioni dei Mondiali nei quali non riesce a qualificarsi significa che lo stato di crisi in cui versa il prodotto «nazionale di calcio» è ai minimi termini. Se il presidente del Senato e il ministro dello Sport si sentono nel diritto di entrare nel merito di scelte che appartengono solo alla Figc, significa che l’autonomia dello sport del calcio dalla politica e dai condizionamenti esterno è ridotta a zero. Oggi in gioco, con il commissariamento della Figc, non c’è solo la nomina del Ct della Nazionale, ma soprattutto la messa in campo di un progetto tecnico-organizzativo che metta la Nazionale al centro e sopra tutti gli altri interessi che ruotano intorno al calcio. Anche il migliore allenatore del mondo non risolleverebbe le sorti della Nazionale se non fosse inserito in un adeguato progetto in cui la Figc e gli interessi della Nazionale fossero posti al di sopra di tutti gli altri interessi economici e finanziari che attraversano il gioco del calcio. Pozzo, Bearzot, Vicini, sono stati prima di ogni altra cosa allenatori della Figc, non rispondevano ad altre logiche. La Nazionale non serviva loro per trampolino di lancio verso altri traguardi. Lippi stesso è arrivato in Nazionale praticamente a fine carriera e si è messo a totale disposizione della Figc. Luis De La Fuente è allenatore alle dipendenze della Federazione Spagnola da quattordici anni passando dalle formazioni giovanili (U19 - U21 - squadra olimpica) e arrivando alla Nazionale maggiore dopo molte esperienze di allenatore federale a tutti i livelli. Il legame tra Figc e allenatore della Nazionale è fondamentale per creare quel senso di appartenenza indispensabile per raggiungere risultati e traguardi internazionali importanti. Il senso di appartenenza non si raggiunge con parole di circostanza, ma con atti di coerenza tecnica, tattica e di comportamento coerente sia da parte dell’allenatore che dello staff, nonché del presidente Figc. A parole sembra semplice, ma navigare all’interno degli stratosferici poteri economici che regolano oggi il calcio, procuratori compresi è tutt’altro che semplice. Ben sapendo che la maglia azzurra non porta soldi, ma solo onore. Ludovico Guarneri Ghedi Caro Ludovico, sull’ennesimo pasticcio della Federcalcio la nota più azzeccata l’ha fatta Spalletti: «Paolo Maldini era il volto nuovo di cui aveva bisogno la Figc. È stato come quand’è necessario l’aggiornamento, ma il telefono era troppo vecchio ed è stato impossibile farlo». In tutto questo però a noi importa come sia stato immolato Pirlo, non tanto poiché bresciano, bensì perché costituisce un patrimonio italiano del calcio, il «Maestro» come lo chiamano nel mondo, uno dei talenti più puri e vincenti dell’ultimo trentennio. In questo condividiamo appieno il commento di Erica Bariselli, così come sottoscriviamo la considerazione di Gianluca Barca, sul fatto che non sapremo mai se sarebbe stato l’uomo giusto (moltissimi sostengono che come allenatore non vale gran che, tuttavia ribattiamo che il commissario tecnico è un gestore di uomini e i fuoriclasse tra di loro si intendono). Al di là del merito, abbiamo titolato in prima pagina «Giù le mani da Pirlo» per un motivo preciso: non assecondare un conclamato malcostume del nostro Paese, nel quale tutti sono rapidissimi nel salire sul carro dei vincitori, mentre appena gira il vento si assiste a un vergognoso tiro al bersaglio, in cui chi sputa più fiele è bravo. Un malvezzo che Leonardo Sciascia nel suo «Il giorno della civetta» descrive benissimo. Ecco, con quel titolo volevamo ribadire questo: noi quelle paste d’uomo che Sciascia chiamava «quaquaraqua» non vogliamo esserlo. Sul calcio possiamo discutere, sul valore sportivo accettare il contraddittorio, ma quando per gli interessi del circolino non ci si fa scrupolo di affossare una leggenda del calcio diciamo no. Cartellino rosso, ed espulsione diretta.
Qualità, contenuti, relazioni, territorio. GdB+ il valore di esserci.
Agenda
Non perdere gli appuntamenti più interessanti
Partecipa anche tu e vedi il tuo scatto pubblicato


















































































































