Dal Sebino alle Ande: Elisa forma falegnami sulle orme di Don Bosco

È partita per una breve esperienza che poi è diventata la sua vita. Elisa Picciotto, trentenne iseana con una laurea in ingegneria, è volata in Sudamerica tre anni fa con l’associazione Mato Grosso.
È poi rientrata in Italia come previsto, ma con la cosiddetta «saudade», come dicono i portoghesi, e quindi è tornata là. Nel frattempo ha costituito una famiglia: ha sposato Cornelio, è nata Sofia, e oggi vivono a Ticllos, a 3.500 metri sul livello del mare, ma mantenendo fortissimo il legame con Iseo.
Il progetto
Proprio alla sua comunità d’origine l’ingegnera ha comunicato che, a partire dalla metà di aprile, farà partire a Ticllos un «taller», una scuola secondaria professionale di falegnameria gratuita per i ragazzi meno fortunati. Elisa ha presentato il suo progetto mercoledì scorso al Circolo lavoratori di Iseo, insieme agli amici italiani del Mato Grosso che la supportano in quest’esperienza.
«Il ciclo di un taller dura cinque anni e si svolge da aprile a dicembre - ha spiegato Picciotto - è organizzato come un internato, cioè i ragazzi si stabiliscono qui alla missione dove ricevono vitto e alloggio e tornano a casa dalle famiglie solo nelle vacanze estive.
La mattina assistono alle lezioni dei corsi scolastici e il pomeriggio imparano il lavoro di intaglio del legno. Partecipano, inoltre, ad attività extracurricolari, tra cui corsi di musica e giocoleria. Nei fine settimana fanno i catechisti all’oratorio, riuniscono i bambini dai piccoli paesini dispersi e fanno lezione e organizzano giochi vari, aiutano nella preparazione del pasto, un pentolone di minestra, e lavori di vario tipo, come riparazione di tetti, consegna viveri per aiutare i più poveri».

I ragazzi che frequenteranno «El Taller di Elisa» hanno dai dodici ai tredici anni e sono stati selezionati tra coloro che vivono situazione di estrema povertà, difficoltà familiari e hanno una particolare determinazione a voler intraprendere il percorso scolastico.
«Seguiamo lo stile Don Bosco - continua - secondo il quale l’ambiente educativo in cui cresce il giovane lo spinge a dare il meglio di sé, nel riconoscimento dei propri talenti e limiti, nel rispetto degli altri e nella ricerca della propria vocazione».
Per appoggiare il progetto di Elisa, si può fare una donazione, anche mensile, per un minimo di 15 euro, che andrà a sostegno dei costi scolastici di vitto e alloggio, dei materiali e delle attività ricreative. Le informazioni si possono chiedere ai referenti del Mato Grosso, così come l’adesione al progetto di Elisa, al numero 338.2002711.
«Al rientro in Perù, iniziamo l’avventura con l’intento di accogliere i ragazzi come figli e seminare in loro qualcosa di buono. È un compito difficile però vogliamo fidarci e seguire il cammino della carità» dicono Elisa e Cornelio, quest’ultimo forte della sua esperienza perché ha studiato in un taller Don Bosco e lavorato come falegname per dodici anni.
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