Paolo Marchiori, malato di Sla: «Sono qui per incoraggiarvi a osare»

«Sono qui per aiutarvi, per darvi entusiasmo, per incoraggiarvi a osare, a provarci sempre, in modo da non avere un domani dei rimorsi». Il messaggio, rivolto a un gruppo di giovani, è certo positivo, ma di per sé non avrebbe nulla di straordinario. E invece lo è oltre l’immaginabile (soprattutto per i nostri standard mentali) se si aggiunge che quelle parole sono state pronunciate (grazie all’intelligenza artificiale) da Paolo Marchiori, un uomo che da molti anni convive con la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurodegenerativa che diventa sempre più aggressiva con il passare del tempo.
La rete
Ma Paolo, nonostante difficoltà e sofferenze infinite, non è tipo da arrendersi, anzi; sorretto da una invidiabile fede granitica, diffonde messaggi di speranza. Di più, durante la Quaresima di questo anno giubilare è diventato un seminatore di speranza grazie alla collaborazione con il Centro volontari della sofferenza del beato Luigi Novarese (gruppo di cui anche lui fa parte); Paolo ha scritto quaranta riflessioni che diventano dei «video preghiera» che ogni giorno vengono caricati sul canale YouTube dei Silenziosi Operai della Croce (altra realtà che si rifà al carisma di Novarese).
Le riflessioni vengono diffuse anche sul gruppo WhatsApp «Pellegrini di speranza», riunisce pure persone che hanno partecipato a viaggi a Lourdes; non solo, perché da quel gruppo le parole di Paolo corrono ogni giorno di telefono in telefono fino a raggiungere un numero non qualificabile di destinatari, ma certamente molto significativo. Pillole di speranza (ogni video dura una ventina di minuti) da ascoltare al risveglio a casa, in auto mentre si va al lavoro, o dove si vuole: un’occasione per prendersi del tempo e riflettere mentre si affronta la propria quotidianità.
«La vita sembrerebbe lunga, ma il tempo passa in fretta. Ogni momento è un’opportunità – sono ancora le parole di Paolo agli studenti di una scuola superiore –. Voi tutti siete proprio nella fase delle radici, un momento importante che determinerà il vostro futuro. Quindi vi dico con tutto il mio cuore, rincorrete le cose concrete e non quelle virtuali, non fatevi ingannare. I problemi vanno affrontati perché una soluzione c’è sempre».
Credente
La fede per Paolo, come detto, è un punto fermo. Ha detto ai giovani: «Voglio precisare che sono un cattolico. Quindi chiedo scusa in anticipo se c’è qualcuno che non lo è, ho massimo rispetto per tutti, e per ogni forma di religione che insegni ad amare e non ad odiare». E ancora: «Ho abbandonato il mio percorso religioso, a 13 anni dopo il sacramento della Cresima, perché mi era più comodo fare altro. A 26 anni mi sono sposato in chiesa solo per abitudine, e per accontentare gli altri, ma non per il vero significato. E poi non ho più partecipato alla santa messa». Poi l’impensabile: «A 45 anni mi viene diagnosticato la sclerosi laterale amiotrofica, una malattia infausta, leggendo su internet scopro che ti può dare pochi anni di vita: immaginatevi la mia disperazione».
La forza
Inizia il percorso per trovare una cura, «senza nessun esito positivo, e come un vigliacco entrai nella chiesa della mia parrocchia, per chiedere aiuto, guardai il crocifisso di Cristo e lo implorai», Paolo riprende a partecipare alla messa, poi va in pellegrinaggio a Lourdes: «Ritornai a casa incredulo del mio stato d’animo, all’improvviso tutte le mie angosce scomparvero, e provai un senso di pace, non avevo ricevuto la guarigione fisica, ma la guarigione interiore, le mie preghiere e la sincerità del mio cuore ebbero successo. Ricevetti il dono della fede, una fede, che ho sempre coltivato ogni giorno con la preghiera».

Giorno dopo giorno la Sla diventa più invasiva, ma Paolo le tiene testa. La sua vita è così diventata una testimonianza di vera speranza, quella speranza che non è banale ottimismo, ma che poggiandosi sulla fede diventa forza per affrontare le difficoltà della vita. Come dice Paolo, «ricordatevi sempre che tutto è possibile, se fate entrare il Signore la vostra vita diventerà un capolavoro».
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