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Da badante a gelataia e poi titolare, la storia dietro il bancone

Barbara Fenotti
È quella di Doris Lupusanschi, che con una collega nel 2017 ha rilevato la rinomata Cremeria Mozart a Montichiari. Rumena, è arrivata in Italia nel 1999
Al centro, Doris Lupusanschi - Foto Facebook
Al centro, Doris Lupusanschi - Foto Facebook
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Da gelataia provetta a titolare della pasticceria-gelateria dove aveva mosso i primi passi. È una scalata verso l’alto quella fatta da Doris Lupusanschi, oggi titolare insieme a una socia della «Cremeria Mozart» a piazza Santa Maria di Montichiari.

La storia

Nata 55 anni fa in Romania, Doris è arrivata in Italia nel novembre del 1999. Inizialmente prestava assistenza a una signora anziana il cui figlio aveva aperto, appunto, l’attività nella piazza monteclarense. «Quando la signora è mancata mi è stato chiesto se volessi lavorare in gelateria – racconta –. In pratica sono dovuta ripartire da zero, dal momento che il percorso di studi da cui arrivavo era completamente diverso».

La voglia di rimettersi in gioco, unita a una passione pregressa per la cucina, e per la pasticceria in particolare, sono stati gli ingredienti del successo di Doris, che inizia a frequentare corsi di caffetteria, cioccolateria e sommelier. Nel 2017, la svolta: insieme a una ragazza di vent’anni più giovane diventa proprietaria dell’attività.

La Cremeria Mozart in piazza a Montichiari
La Cremeria Mozart in piazza a Montichiari

Un’arte

Lei attualmente sta in laboratorio e realizza torte, la sua socia si occupa del gelato: «Ogni prodotto alla Cremeria Mozart è artigianale - sottolinea –. Questo lavoro è un’arte e, insieme, un divertimento: quando hai passione e fantasia non percepisci la stanchezza anche se lavori tante ore al giorno». Vulcanica sul lavoro e fuori (quando non è dietro al bancone o in laboratorio pratica il nuoto e la corsa), Doris dice di essere cresciuta personalmente e professionalmente anche grazie alla formazione di Roberto Re (autore e formatore), che ha seguito per cinque anni. «Essendo in un grande paese ho la fortuna di interagire con le persone a 360 gradi tutto l’anno – osserva –. È un po’ come lavorare ogni giorno a contatto con una grande famiglia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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