Storie

Lino Zani: «Con Giovanni Paolo II momenti di svago e preghiera»

Il ricordo del conduttore televisivo di Temù che è stato per 21 anni legato a papa Wojtyla, morto il 2 aprile del 2005
L'amicizia con un santo
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«Sembra ieri, ma sono passati 20 anni. Mi emoziono ancora pensando a quando sono stato al suo funerale». Lino Zani, conduttore televisivo, scrittore e alpinista di Temù, classe 1957, è stato per 21 anni legato a Giovanni Paolo II, morto il 2 aprile del 2005. Una profonda amicizia che è iniziata nel 1981 con il soggiorno del Pontefice sulle alte cime dell'Adamello.

«Per me è stato un secondo papà – dice –, parlavamo di qualsiasi cosa: credo di aver passato con lui momenti bellissimi, ludici, tra camminate e sci, di grande svago e preghiera». L’amicizia con Wojtyla l’ha raccontata anche in un libro, «Era Santo, era uomo» dal quale è stato tratto il film per la tv «Non avere paura - Un’amicizia con Papa Wojtyla» del 2014, diretto da Andrea Porporati, che sarà trasmesso stasera alle 21.30 da Rai 1.

Papa Giovanni Paolo II
Papa Giovanni Paolo II

«Ho partecipato alle fasi di realizzazione del film e – racconta scherzando – mi dissero che era la prima volta che il protagonista era più bello dell’attore che lo interpretava, ed era Giorgio Pasotti». E infatti Zani non aveva nulla da invidiare ad un attore, era bello, alto, abbronzato, con il fisico della guida alpina: «Ho presentato diverse fidanzate anche al papa che mi faceva notare, scherzando, perché a lui piaceva molto scherzare, che non era la stessa della volta precedente e mi chiedeva sempre quando avrei messo la testa a posto. L’ho fatto, ne sarebbe stato felice».

Religione

E allora viene spontaneo chiedere a Zani se fosse religioso anche prima di conoscere Giovanni Paolo II: «Si ero credente – risponde –, ma lui cambiava la vita a chiunque, e lo ha fatto anche con me. Ero un maestro di sci, una guida alpina, un montanaro e quando ero in montagna non andavo in chiesa. Lui mi ha insegnato il modo di pregare, a trovare nelle montagne la mia chiesa e un posto dove contemplare e pregare anche senza andare in una chiesa».

I ricordi di Zani fluiscono come l’acqua in un torrente di montagna: c’è Sandro Pertini arrivato in elicottero dal papa, c’è la posa della croce sulla cima Cresta Croce, oggi conosciuta anche come Cima Giovanni Paolo II e le tante chiacchierate sulla montagna che, con naturalezza, portavano a discorsi ben più alti sulla Fede, la vita e il senso delle cose: «Saper rinunciare e saper tornare indietro è una delle cose più belle che mi ha insegnato» dice Zani, come a sintetizzare un rapporto in poche parole, con la voce rotta dall’emozione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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