Ghiacci e silenzio, il viaggio di Angiolino Tomasi verso il Polo Sud

Mai come oggi c’è bisogno di mostrare ai ragazzi e alle ragazze come anche un cammino in solitaria in mezzo al nulla, dove l’imprevisto e la difficoltà sono dietro l’angolo, possa essere affrontato e ne si possa uscire con una consapevolezza e una forza maggiori.
Il podista ed esploratore bresciano Angiolino Tomasi, che nella vita di tutti i giorni oltre a essere un preparatore atletico è anche un insegnante di Educazione fisica in una scuola secondaria di secondo grado di Brescia, ha deciso di compiere in solitaria e autosufficienza un cammino attraverso l’Antartide fino al Polo Sud con il duplice obiettivo di dare voce a un appello urgente per la salvaguardia dell’ambiente e di «mostrare ai giovani che se ce la posso fare io con questa avventura – spiega – anche loro hanno la forza per farcela nella vita di tutti i giorni attraverso le lande desolate che si trovano ad affrontare».
Il progetto

È un duplice messaggio potente quello che Angiolino vuol mandare, e lo è altrettanto la complessità dell’impresa che si appresta a compiere, ribattezzata «Il cammino nella terra del silenzio». Un progetto, supportato da sponsor tecnici (Tony di Gialdini Brescia, New-lab, Ellisse comunicazione, Polartec e il Centro ortopedico Sanitaria bresciana), iniziato nel 2024 con la fase di startup (è attiva una raccolta fondi su Ideaginger) che culminerà a novembre 2025 con la spedizione. Angiolino atterrerà alla base di Union Glacier e da qui percorrerà in solitudine la linea «Hercules Inlet» fino al Polo Sud: un percorso di quasi 1.200 chilometri per il quale prevede di impiegare 45 giorni.
L’allenamento
Prima di affrontare questo deserto ghiacciato si sta sottoponendo a duri allenamenti in notturna sul Guglielmo e alla Piana del Gaver. Qui inizia alle 22 con sci, pelli e una slitta contenente un sacco a pelo che mima il «pulka», la slitta che dovrà trascinare in Antartide, il cui peso si aggirerà attorno ai 125 chili. Oltre al notevole background nelle competizioni sportive internazionali Tomasi ha sviluppato anche progetti a scopo sociale.
Ora, alla soglia dei sessant’anni, è tempo per lui di lanciarsi alla conquista del Polo Sud: un’impresa che solo Reinhold Messner prima di lui ha compiuto tra gli italiani. Per poter transitare in Antartide, dove le temperature possono arrivare agli 80 gradi sotto zero e i venti raggiungere velocità superiori ai 320 chilometri orari, occorre ottenere dei permessi dai costi esorbitanti: si va dai 95 ai 120mila dollari per quelli base. Non solo: «O hai un curriculum di un certo livello, che include anche esperienze in territori freddi tipo l’Alaska – spiega Tomasi –, e io ce l’ho ma è tutto sotto forma agonistica, perciò te lo bocciano, oppure l’organo che rilascia i permessi ti impone di fare tre addestramenti dal costo di 10, 15mila dollari ciascuno, prima di partire: io ho scelto la Norvegia, la Groenlandia e le Svalbard».
L’obiettivo di questa lunga preparazione è assicurarsi che la persona sia in grado di accettare qualsiasi tipo di imprevisto e difficoltà: dalla depressione artica al «Whiteout», una condizione meteorologica di visibilità zero che impedisce di muoversi e può durare anche una settimana.
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