Calcio

Brescia-Mantova, riecco Possanzini: la prima da ex al Rigamonti

La Redazione Web
È stato capitano e poi tecnico: sarà al debutto dall’altra parte della barricata in una sfida fratricida
I due allenatori di Brescia e Mantova, Rolando Maran e Davide Possanzini - © www.giornaledibrescia.it
I due allenatori di Brescia e Mantova, Rolando Maran e Davide Possanzini - © www.giornaledibrescia.it
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Una sfida fratricida. E non solo per lo storico gemellaggio tra le tifoserie che dopodomani avranno modo di rinsaldare l’amicizia sportiva che le lega. Brescia-Mantova, al di là della delicatezza del momento (dopo la gara, mancheranno soltanto 540’ alla fine della regular season) e dell’importanza della partita per entrambe vista la classifica che certifica come scontro diretto salvezza i novanta minuti del Rigamonti, vedrà sull’erba di Mompiano tanto Brescia.

E non solo quello con la maglia biancazzurra. Perché, dall’anno scorso, Mantova è diventata una sorta di colonia bresciana. Guidata, in primis, da una delle ex rondinelle più amate di sempre, Davide Possanzini. Uno di quegli ex che ha portato, con orgoglio, la fascia di capitano. Una fascia che aveva sul braccio anche la notte del 13 giugno 2010, quella della penultima promozione in serie A, vissuta da protagonista in un «Riga» stracolmo (ah, che nostalgia…) di entusiasmo ed esploso in un boato ancora riecheggiante nella memoria di chi c’era dopo il suo destro a giro all’incrocio che aveva stappato il play off di ritorno con il Torino, poi vinto 2-1 nell’apoteosi della festa.

Davide Possanzini in azione con la maglia del Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Davide Possanzini in azione con la maglia del Brescia - © www.giornaledibrescia.it

Il tecnico dei virgiliani era già tornato nel suo stadio da avversario, ma sempre come vice di Roberto De Zerbi e poi, per una sola partita, si era pure seduto sulla panchina della prima squadra quando, due anni fa, incontrò il Modena nella prima delle (uniche) due gare da allenatore che gli furono concesse da Massimo Cellino.

Ma quella di sabato, sarà la prima volta come primo allenatore di un’avversaria del Brescia. E, ne siamo sicuri, riceverà il giusto benvenuto, nonostante il thrilling di una sfida dai punti doppi in palio.

Un saluto che non mancherà certo con Rolly Maran: tra i due c’è un rapporto di profonda stima e amicizia, cominciato quando, nella stagione 2005-2006, l’attuale tecnico biancazzurro guidò la Leonessa per la prima volta con Possanzini attaccante.

Incrocio

Ora, dopo la partita d’andata al Martelli (finì 1-1), il nuovo incrocio fra i due, in un momento storico dell’annata dove, con tutta probabilità, nessuno dei due avrebbe voluto sfidare l’altro. Un Mantova creato dal nulla un anno e mezzo fa quando la società, retrocessa in D, venne ripescata in C all’ultimo costringendo il diesse Christian Botturi, l’altro bresciano doc, ad allestire in soli dodici giorni una squadra all’altezza. Una squadra che poi, sorprendendo tutti, vincerà meritatamente il campionato tornando in serie B quattordici anni dopo l’ultima volta.

Una squadra che ha una porta tutta bresciana, con il titolare Marco Festa, il secondo Luca Sonzogni (cremonese, ma cresciuto nelle giovanili delle rondinelle) e il terzo Federico Botti. Primo ricambio (visti i suoi 38 anni) in difesa Seba De Maio, francese dalla moglie e figli bresciani e con 124 partite con la V sul petto; là davanti, un bresciano tifosissimo delle rondinelle come Francesco Galuppini e un altro acquisito come Francesco Ruocco, napoletano cresciuto anch’egli negli giovanili biancazzurre.

La partita del girone d'andata al Martelli di Mantova - © www.giornaledibrescia.it
La partita del girone d'andata al Martelli di Mantova - © www.giornaledibrescia.it

Insomma, tanto biancazzurro mescolato al biancorosso seppur questa condizione, come è giusto che sia, si prenderà sabato 90 minuti di pausa, con tutti i contendenti a tirare l’acqua al proprio mulino.

Entrambe arrivano a questa sfida diretta dopo aver ritrovato la vittoria: gli uomini di Maran dopo sei giornate, quelli del «Possa» dopo otto. E questo fa pensare che la settimana di preparazione al match sia stata per Brescia e Mantova tra le più serene da tempo. Ma la testa è già a sabato. E alla ricerca di un secondo bottino pieno consecutivo che profuma di vero bivio verso la salvezza. Perché, fratricida o meno, sarà sfida all’ultimo sangue. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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