Addio a Gaia, dolcissimo «fiore reciso troppo presto»

Centinaia di persone, soprattutto giovani, hanno affollato la parrocchia Santa Maria Assunta di Erbusco, fino al piazzale esterno, per l’ultimo saluto a Gaia Campa, la 17enne del paese scomparsa dopo una battaglia contro un tumore. Un dolore straziante quello che ha colpito la famiglia Campa.
E un’intera comunità si è stretta attorno al papà Massimo, alla mamma Daniela e alla sorella Aurora, con cui Gaia viveva in via Don Sturzo. Una vicinanza non per cercare di lenire il dolore di una perdita così forte, ma per accompagnarlo, quello sì, facendo sentire forte l’abbraccio del paese a familiari e amici in questo momento così duro.
Gli amici la ricordano come ricca di vita e di passioni, tra cui la musica: «A 8 anni - racconta Angiola Magri, presidentessa della banda locale, la Dino Magri - si è iscritta alla nostra accademia, scegliendo come strumento il clarinetto. Nel 2019 è entrata nella banda. Era dolce, rispettosa e gentile: nelle prossime settimane cercheremo di onorarne il ricordo». La 17enne frequentava il liceo dell’istituto scolastico salesiano San Bernardino di Chiari, oltre che il locale oratorio. E dalla cittadina clarense è arrivato un ricordo della giovane erbuschese, particolarmente toccante: «Ci ha lasciato Gaia, una ragazza dell’oratorio, una giovane studentessa dell’istituto salesiano di San Bernardino. Aveva solo 17 anni».
E poi continua parlando idealmente con la ragazza:«Candido fiore reciso all’alba dei tuoi giorni... i nostri cuori e i nostri pensieri si rivolgono al cielo e s’affollano di mille perché. Vorremmo che tutto si fermasse; che il tempo cessasse la frenesia del suo essere per trovare un senso a una realtà che purtroppo pare depauperata d’ogni significato. Eppure, se pensassimo: "Ma se un ricco e potente Signore volesse fare un regalo alla sua amata, non coglierebbe forse il fiore più bello e profumato da donare?".
Gaia è questo fiore, il più bello che il Signore sia riuscito a trovare e cogliere nel giardino di questa nostra terra. Questa nostra arida terra... questo nostro arido cuore dove da tempo non coltiviamo più nulla. Gaia sii tu la nostra primavera e torneranno a sbocciare i fiori nei deserti dei nostri cuori».
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