Volare più leggeri dell'aria la grande rivincita del dirigibile

Il loro declino sembrava ormai segnato. Il superamento da parte dell'aeroplano, a seguito di alcuni grandi incidenti, assoluto. Ma i dirigibili si stanno riaffacciando, al momento attraverso lo studio e la sperimentazione oppure come mezzo «di nicchia», sul panorama dei trasporti. E chissà che, in un prossimo futuro, i mezzi «più leggeri dell'aria» non riescano a riguadagnarsi una fetta di cielo.
I grandi pionieri
L'Italia e la Francia sono stati i Paesi che nel percorso «pionieristico» hanno dato maggiore impulso all'aerostatica, soprattutto nel campo dei palloni a gas e dei dirigibili. Nel 1670 il gesuita Francesco Lana capì per primo che sarebbe stato possibile volare nell'atmosfera così come si galleggia sull'acqua sfruttando il principio di Archimede.
Lana propone un vascello volante sollevato da quattro sfere di rame con, al centro, il vuoto, insieme a un sistema di variazione di quota attraverso l'immissione e l'emissione di aria all'interno di esse e di spostamento mediante vele e rami. Ancora prima di Lana fu forse Leonardo da Vinci a intuire il potere ascensionale dell'aria calda mentre, sempre nel XV secolo, Giovanni da Fontana riportò la prima esauriente descrizione di un pallone frutto dell'idea di un ignoto inventore. L'invenzione della mongolfiera è però attribuita ai fratelli Joseph ed Etienne Montgolfier, imprenditori cartacei francesi con la passione per la ricerca scientifica, sebbene nel 1709 le cronache riportino la notizia di esperimenti compiuti alla corte portoghese da padre Bartholomeu Lourenço de Gusmão, docente di matematica all'Università di Coimbra.
La documentazione è però frammentaria e il merito della conquista è quindi universalmente attribuito ai due fratelli francesi. Il 21 novembre 1783 il fisico de Rozier e il marchese d'Arlandes compirono il primo volo a bordo di una molgofiera, sorvolando Parigi sotto gli occhi di re Luigi XVI, della corte e di una folla immensa.
Il «periodo d'oro»
L'idea di rendere «dirigibili» gli aerostati per molto tempo portò all'elaborazione di progetti bizzarri e irrealizzabili, fino a quando ancora un francese, Henri Giffard, riuscì a realizzare, nel 1852, il primo aerostato con forma «a siluro» dotato di motore a vapore e in grado di seguire un determinato percorso.
Nel 1883 vide la luce il primo dirigibile a propulsione elettrica, mentre nel 1898 il primo con motore a combustione interna. Questi mezzi conobbero il loro massimo sviluppo tra l'inizio del XX secolo e la vigilia della Seconda guerra mondiale: i dirigibili erano, in quel momento, i mezzi di trasporto più veloci sulle grandi distanze e vennero impiegati nei voli commerciali tra l'Europa e gli Stati Uniti. Il 2 luglio 1919 il dirigibile inglese R34 fu il primo mezzo volante a compiere la trasvolata dell'Atlantico senza scalo in 108 ore (scese a 75 nel viaggio di ritorno). Il più grande costruttore di dirigibili rigidi in alluminio è stato il conte tedesco Ferdinand von Zeppelin, ma anche gli italiani furono sempre all'avanguardia nello studio e nella progettazione di questi mezzi: dai progetti di Arturo Vicini (1870) al primo dirigibile italiano, l'Aeronave di Almerico da Schio, dalle realizzazioni di Enrico Forlanini alle grandi aeronavi costruite da Umberto Nobile.
Presente e futuro
L'evoluzione degli aerostati è sempre stata strettamente legata alla ricerca scientifica sia civile sia militare, nonchè alle possibilità di un loro sfruttamento economico. È quindi in questi ambiti che saranno probabilmente sviluppati aeromobili innovativi basati sul principio del volo «più leggero dell'aria». In tutto il mondo sono diversi i progetti in corso. I materiali e le tecnologie oggi disponibili potrebbero in un futuro prossimo rendere il dirigibile estremamente interessante come mezzo per il trasporto di persone e merci e a parità di dimensioni esso offre una capacità di carico e un costo di esercizio concorrenziale rispetto all'aereo.
I nuovi progetti
Si progettano aeronavi in grado di trasportare in modo più ecologico ed economico grandi carichi, si studia la realizzazione di piattaforme di radiotrasmissione che integrino o sostituiscano i satelliti, si cerca di sfruttare la lunghissima autonomia di volo per missione di ricognizione o sorveglianza, per la ricerca archeologica e naturalistica.
Da alcuni anni hanno fatto la loro comparsa d'altro canto i dirigibili ad aria calda, cioè mongolfiere a forma di dirigibile alle quali vengono applicati un abitacolo e dei motori. Proprio questo tipo di mezzo viene utilizzato per il trasporto di persone, proposto in alcuni Paesi (per esempio in Germania) come costosa e solitamente breve attrazione turistica, così come a scopi pubblicitari (anche in Italia). Fibre sintetiche, materiali compositi, processori digitali e motori turbo hanno radicalmente trasformato, oggi, la tecnologia delle aeronavi. Con uno sguardo proiettato sul futuro, in attesa del prossimo passo.
Chiara Corti
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