Il cielo sopra Brescia ha salutato l'astronauta Luca Parmitano
La foto della Stazione Spaziale internazionale è stata scattata ieri sera da Fabio Barzan di Cologne. Ieri, complice un cielo terso dovuto al forte vento che ha spazzato umidità e nubi, la stazione era ben visibile ad occhio nudo.
«Attorno alle 18.30 ho catturato l'immagine con il telefonino in occasione dell’ultimo passaggio della stazione sul nord Italia con a bordo l’astronauta italiano Parmitano». La stazione che impiega 1h e 20 minuti per compiere l’orbita della Terra viaggia ad un’altezza di 480 chilometri. «Molti non sanno che si può vedere ad occhio nudo, io l’ho seguita da quando è comparsa all’orizzonte fino a quando è scomparsa alla vista oltre il Monte Orfano. Da radioamatore sono riuscito persino ad ascoltare Parmitano dallo spazio in occasione di qualche suo collegamento con le scuole».
C'è tempo fino a martedì per registrarsi e dare il benvenuto a @astro_luca al suo arrivo all'aeroporto Colonia-Bonn il 6 febbraio sera, e fino a giovedì per registrarsi alla conferenza stampa di sabato 8. Dettagli dei 2 eventi: https://t.co/tOj95A2C7p @esaspaceflight @esa pic.twitter.com/0Gqt6InQ5x
— ESA_Italia (@ESA_Italia) February 3, 2020
Così idealmente Brescia ieri ha salutato Luca Parmitano che ha lasciato il comando della Stazione Spaziale per il rientro sulla Terra avvenuto con l'atterraggio, questa mattina, in Kazakistan. L’astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha passato il testimone al collega russo Oleg Skripochka, dopo aver pronunciato un discorso d’addio carico di emozione in cui ha ringraziato uno per uno i suoi compagni di viaggio.
«La gratitudine che ho provato il primo giorno è andata crescendo in questi 200 giorni: ognuno di voi mi ha insegnato molte lezioni», ha detto AstroLuca stringendo forte il microfono in mano. «Voglio che il mio equipaggio sia orgoglioso di quello che ha raggiunto. Ci sono persone a Terra che tengono il conto delle cose che abbiamo fatto: quante attività extraveicolari, quante ore di lavoro sugli esperimenti, quante ore trascorriamo quassù. Ma quello che è davvero importante è ciò che avete raggiunto come squadra. Quello che ha reso tutto questo possibile è la vostra incredibile dedizione e mi sento profondamente debitore».
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