Nuovo asilo nido a Castegnato: avanti anche senza il Pnrr

Un asilo nido che dovrebbe sorgere anche senza i fondi del Pnrr, sfruttando l’avanzo dal bilancio dello scorso anno. Questo è emerso a Castegnato dal Consiglio comunale di lunedì scorso, tra qualche polemica tra opposizione (anche in conseguenza ad una segnalazione da parte del revisore alla Corte dei conti) e Amministrazione comunale; con la sindaca Patrizia Turelli che ha rassicurato tutti circa la ferma intenzione di creare uno spazio nido per una ventina di piccoli anche nel caso di un mancato finanziamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Al momento, va aggiunto, ancora incerto.
Il cambio
Il «progetto nido» nasce un anno fa grazie all’ottenimento di un finanziamento da 480mila euro dalla precedente Amministrazione comunale; finanziamento finalizzato, appunto, a un servizio nido per 24 bimbi nella scuola statale «Sabin». Quando poi cambia l’Amministrazione cambia anche il progetto; ecco allora l’idea di creare 20 posti nido in un lotto comunale negli spazi della scuola paritaria Regina Margherita. Progetto che ha già visto una spesa da oltre 80mila euro per la progettazione, ma non ha ancora ottenuto risposte certe dal Ministero.
Da qui sono arrivate le polemiche alimentate dal gruppo Civica Castegnato (di fatto i precedenti inquilini del Municipio), che puntano anche alla segnalazione del revisore dei conti: «Aveva fornito un parere positivo su un progetto sul quale insistere in caso di fondi Pnrr, che non sono stati concessi – spiega l’ex sindaco Gianluca Cominassi –. Si è proceduto senza la certezza dei fondi, e da qui è arrivata la segnalazione alla Corte dei conti, sottovalutata dall’Amministrazione».
In attesa
«Ricordiamo, per dovere di completezza e verità – spiegano dal Comune –, che l’Unità di missione per il Pnrr al Ministero, con pec datata 26 settembre 2024, aveva preso atto della richiesta di modifica della tipologia del progetto iniziale, con conseguente impegno a sottoscrivere il nuovo accordo di concessione che avrebbe recepito le modifiche. Saremmo peraltro in malafede se facessimo finta di dimenticare la segnalazione alla Corte dei conti. Attendiamo con serenità le decisioni come si conviene ad una Amministrazione rispettosa delle regole».
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