Trasporto pubblico in sicurezza, non come per Vincenzo

Lettere al direttore
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Risiedo a Pievedizio in via Giuseppe Mazzini con la mia famiglia, dove vive anche Vincenzo, un giovane con disabilità che utilizza il trasporto pubblico per recarsi a scuola ogni mattina e rientrare nel pomeriggio. Desidero portare all’attenzione della comunità un episodio di estrema gravità accaduto sul pullman di linea LS010 (direzione Orzinuovi-Cossali-Pievedizio), che solleva forti interrogativi sulla sicurezza e il rispetto dei diritti delle persone con disabilità. A bordo del mezzo viaggiava Vincenzo in carrozzina elettrica, che utilizza questo servizio pubblico ogni giorno per recarsi a casa. Già alla partenza, il pullman è arrivato in ritardo, ma ciò che è successo dopo è ancora più grave: l’autista non ha azionato la pedana di accesso, anzi i ragazzi presenti si sono occupati per permettere al giovane di salire. Durante il tragitto, nei pressi di Barbariga, il pullman ha affrontato una curva con una velocità probabilmente eccessiva, provocando il ribaltamento della carrozzina con Vincenzo a bordo. Un incidente gravissimo, ma ciò che lascia sconcertati è l’atteggiamento dell’autista: non si è alzato dalla sua postazione per verificare le condizioni del passeggero, né ha prestato immediato soccorso, lasciando che fossero gli altri ragazzi a intervenire. Solo in un secondo momento si è accorto che Vincenzo non era legato adeguatamente, perché le cinture di sicurezza presenti sul pullman non sono compatibili con le carrozzine elettriche? Vincenzo è tornato a casa con la carrozzina danneggiata (fanale rotto) e con un evidente disagio. Mi chiedo come sia possibile che, nel 2025, il trasporto pubblico non garantisca condizioni di sicurezza adeguate per tutti i passeggeri, in particolare per quelli con disabilità. Chiedo che venga fatta chiarezza su quanto accaduto e che vengano presi immediati provvedimenti per garantire che: 1. Il personale degli autobus venga adeguatamente formato per assistere le persone con disabilità, come previsto dalla legge; 2. Tutti i mezzi siano dotati di sistemi di sicurezza idonei per le carrozzine elettriche; 3. Gli autisti rispettino le procedure di assistenza, garantendo a tutti i passeggeri un viaggio sicuro e dignitoso; 4. Si valuti un risarcimento per il danno subito da Vincenzo, poiché la sua carrozzina è stata danneggiata durante un viaggio che avrebbe dovuto essere sicuro. Non è accettabile che un giovane, già costretto ad affrontare molte sfide quotidiane, debba subire negligenze così gravi da parte di chi ha il dovere di garantire un trasporto pubblico sicuro ed efficiente. Il diritto alla mobilità deve essere garantito a tutti, senza discriminazioni e senza rischi per l’incolumità dei passeggeri più fragili. Confido in un intervento immediato da parte della compagnia di trasporto, affinché episodi simili non si ripetano mai più.
Giusy

Cara Giusy,

anche noi confidiamo in un intervento immediato. Non tanto per esigere provvedimenti disciplinari per quanto successo - e che, se sarà ritenuto il caso, comunque avverranno, a prescindere dall’invocarli da parte nostra o meno - bensì affinché altri episodi simili non avvengano e non si ripetano. Un abbraccio a Vincenzo. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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