Tartaglia-Olivieri Gli assistenti chiedono riguardo

Lettere al direttore
Lettere al direttore
AA
Sono un assistente ad personam presso la scuola Tartaglia-Olivieri. Le scrivo a nome di tutti gli assistenti per esprimere la nostra frustrazione riguardo alla situazione attuale. Da ottobre, senza alcuna comunicazione ufficiale, ci è stato negato l’accesso alle aule di sostegno, che sono fondamentali per il nostro lavoro. A differenza degli insegnanti di sostegno, noi gestiamo molte più ore con i ragazzi disabili e, pertanto, necessitiamo di questi spazi per garantire loro un ambiente tranquillo e favorevole. La scuola promuove l’inclusività come valore, ma questa decisione sembra mancare di rispetto sia ai ragazzi disabili, che necessitano di uno spazio adeguato, sia alla nostra figura professionale. Inoltre, ci viene richiesto di firmare un foglio per attestare la nostra presenza, nonostante l’applicazione di timbratura già lo faccia. Questa procedura ci appare superflua e causa frustrazione, dato che ci tratta come tirocinanti piuttosto che come professionisti. La nostra cooperativa, «Il Gabbiano», ha evidenziato che si tratta di una questione interna da risolvere con la scuola, ma non siamo riusciti a ottenere un incontro per discutere del divieto di utilizzo delle aule di sostegno. Siamo costretti a studiare in atrio (al freddo, motivo per il quale ha fatto ammalare più volte noi e i ragazzi) o in biblioteca, ambienti poco adatti al nostro lavoro. Recentemente, mentre ci trovavamo in biblioteca, siamo stati interrotti da una classe, rendendo impossibile il nostro studio. Siamo stufi di questa situazione, in cui l’obiettivo di inclusione è ostacolato dalla scuola stessa. Chiediamo di poterci far sentire e risolvere questa situazione.
Lettera firmata

Carissimo,

una lettera quale la sua, con la pubblicazione sul giornale, può ottenere due effetti. Un muro contro muro ancora più aspro da parte della scuola oppure un’apertura di credito, riconoscendo nell’asprezza della critica esasperazione, ma pure coraggio, impegno, passione. Ci auguriamo che chi dirige il Tartaglia-Olivieri opti per questa seconda ipotesi. Dimostrerebbe grandezza d’animo, oltre alla volontà di fare bene il proprio mestiere. E, come comunità, ne saremmo davvero grati. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Condividi l'articolo

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato