Nuova Generazione contro Cracco? Protesta ridicola

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Nel giro di pochi giorni il ristorante di lusso di Cracco situato nel centro di Milano, ha subito tre blitz da parte degli attivisti di «Nuova Generazione» i quali protestano per «il giusto prezzo». L’ultima incursione non autorizzata, ha richiesto l’intervento della polizia che poi ha portato le ragazze in questura per accertamenti. Ora, io mi chiedo che senso abbiano queste manifestazioni pacifiche, ma non autorizzate, verso un ristorante che non sta facendo niente di male a nessuno. Il lusso è sempre esistito e non è una colpa, Cracco ha avuto tutti i permessi per aprire questo ristorante, lavora onestamente, dà lavoro anche al personale di cucina, ai baristi ai camerieri di sala, alle persone che fanno le pulizie, fa lavorare i fornitori di cibo, vino e bevande, paga bollette, tasse, personale, non vedo dove stia il problema. Se una persona facoltosa può permettersi di pagare 400 euro per una cena chi glielo impedisce? Nessuno è obbligato ad andarci, chi vuole andarci ci va, chi non vuole andarci non ci va. Una delle attiviste gridava che una cena da Cracco costa quanto un mese dei suoi affitti, ma se anche Cracco abbassa i prezzi, il suo affitto non cambia e lei lo deve pagare ugualmente. Gridano allo scandalo, perché c’è precariato, perché non c’è lavoro e tante famiglie non arrivano a fine mese... Ma mica è colpa di Cracco o del suo ristorante. Le disuguaglianze son sempre esistite, i ricchi e i poveri ci son sempre stati, le famiglie in difficoltà pure, ma sono problemi che deve risolvere il governo, mica Cracco. Io a mangiare da lui non ci andrei mai. Primo perché non me lo posso permettere, seconda cosa, se anche potessi permettermelo preferirei spendere questi soldi in viaggi o altre cose, non ritengo opportuno spendere 400 euro per una cena, ma questo è il mio pensiero che non deve necessariamente combaciare con quello degli altri. Ognuno dei suoi soldi fa quello che vuole, se un imprenditore facoltoso, un avvocato o un professionista può permettersi di uscire a cena e spendere 400 euro faccia pure, a me non importa un bel niente, ognuno sceglie ciò che gli pare. Il mondo è pieno di locali lussuosi. Andiamo a disturbarli tutti? Queste proteste, oltre ad essere assurde e insensate, sono ridicole e fanno passare questi ragazzi come dei fanatici senza un briciolo di sale in zucca. I problemi dell’Italia, non si risolvono andando a disturbare chi lavora nel proprio ristorante. Questi ragazzi dovrebbero pensare a studiare, lavorare e unire le loro forze per fare qualcosa di concreto per aiutare il paese a rialzarsi... a mio modesto parere.
Maurizia Brunelli
Manerbio

Cara Maurizia,

il suo parere sarà pure modesto, ma è lo stesso nostro. E se quella è la Nuova generazione, confidiamo in quella vecchia o nei titoli di coda.

Potremmo chiuderla qui. Non vogliamo tuttavia fare di tutta l’erba un fascio, irridendo o denigrando tutti i giovani soltanto perché alcuni di loro han preso una piega storta.

È senza verità in tasca che ci chiediamo cosa appassioni davvero i ragazzi e le ragazze attuali, quali sentimenti alberghino nei loro cuori, che battaglie siano disposti a fare, con quali visioni, in virtù di quali ideali.

Se vero che tutto è politica, non possiamo credere che tramontata la lotta di classe si sia passati a quella contro il menù del salmerino in crosta e del risotto mantecato al midollo di vitella. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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