Italia e Estero

Voto Gb: Corbyn in corsa, sinistra pacifista contro Starmer

epa11069505 British politician Jeremy Corbyn stands in front of the International Court of Justice (ICJ) after the first day of the hearing of the genocide case against Israel, brought by South Africa, in The Hauge, The Netherlands, 11 January 2024. According to the South Africans, Israel is currently committing genocidal acts against Palestinians in the Gaza Strip. Thousands of Israelis and Palestinians have been killed since the militant group Hamas launched an unprecedented attack on Israel from the Gaza Strip on 07 October, and the Israeli strikes on the Palestinian enclave which followed it. EPA/REMKO DE WAAL
epa11069505 British politician Jeremy Corbyn stands in front of the International Court of Justice (ICJ) after the first day of the hearing of the genocide case against Israel, brought by South Africa, in The Hauge, The Netherlands, 11 January 2024. According to the South Africans, Israel is currently committing genocidal acts against Palestinians in the Gaza Strip. Thousands of Israelis and Palestinians have been killed since the militant group Hamas launched an unprecedented attack on Israel from the Gaza Strip on 07 October, and the Israeli strikes on the Palestinian enclave which followed it. EPA/REMKO DE WAAL
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LONDRA, 24 MAG - Grattacapi a sinistra per il Labour neomoderato di sir Keir Starmer, stra-favorito sui Tories di Rishi Sunak in vista delle elezioni politiche anticipate britanniche del 4 luglio, ma costretto dal sistema uninominale secco in vigore nel Regno a giocarsi collegio per collegio la partita: con l'obiettivo di una maggioranza assoluta che - se non fosse netta - si trasformerebbe in un mezzo flop, pronostici alla mano. A creare qualche problema c'è infatti la concorrenza di candidati progressisti, pronti a correre da soli, tra i Verdi o sotto le insegne di formazioni minori in polemica con la svolta centrista starmeriana. Il caso più clamoroso è quello di Jeremy Corbyn, 75 anni fra due giorni e predecessore di Starmer alla guida del Labour, che ha formalizzato oggi con un video su X la decisione di presentarsi "da indipendente" - contro il suo ormai ex partito - per difendere il seggio di deputato a Islington North: collegio londinese laddove resta popolarissimo - a dispetto della pesante sconfitta subita dal partito sotto la sua leadership alle elezioni del 2019 - e di cui è rappresentante eletto in Parlamento da 40 anni. Buttato fuori senza troppe remore un paio di anni fa da sir Keir - suo ex ministro ombra fra il 2015 e il 2019 - con l'accusa di non aver fatto autocritica per le infiltrazioni di antisemitismo nel partito, Corbyn ha sempre respinto queste contestazioni come false e strumentali, sfruttate per una sorta di purga della sinistra interna. E oggi ha confermato la rottura definitiva, rivendicando una piattaforma radicale e pacifista su politica estera, economia, welfare, transizione verde: tutti temi sui quali a Starmer vengono rinfacciate posizioni moderate o addirittura - come nel caso della guerre fra russo-ucraina e israelo-palestinese - pressoché indistinguibili dai rivali Tory di Sunak.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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