Sterminò la famiglia, 'il ragazzo ha bisogno di cure specifiche'

MILANO, 04 APR - Ha bisogno di cure specifiche Riccardo Chiarioni, che a 17 anni uccise con 108 coltellate il padre, la madre e il fratello di 12 anni nella loro villetta a Paderno Dugnano, nel Milanese, nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre scorso. E' emerso oggi, da quanto si è appreso, dall'udienza davanti alla gip per i minorenni di Milano Laura Margherita Pietrasanta, nella quale è stata discussa la perizia di Franco Martelli, specialista in psichiatria e in criminologia clinica. Una perizia, come si era saputo già il 20 marzo dopo il deposito, che ha stabilito che il ragazzo (ora ha 18 anni e mezzo) era parzialmente incapace di intendere e di volere quando sterminò la famiglia, dopo che a casa quella sera c'era stata la festa per il compleanno del papà. Esiti confermati da Martelli anche oggi nella discussione, a porte chiuse, davanti alla giudice e pure ai consulenti dei pm Sabrina Ditaranto ed Elisa Salatino e della difesa, col legale Amedeo Rizza. Il 17enne, stando a quanto riportato nell'accertamento psichiatrico, viveva tra realtà e "fantasia", voleva rifugiarsi in un mondo fantastico, che lui chiamava della "immortalità", e per raggiungerlo nella sua mente era convinto di doversi liberare di tutti gli affetti. Per il consulente della difesa, lo psichiatra Marco Mollica, il ragazzo, però, era totalmente incapace di intendere e volere. Anche l'esperto nominato dal difensore ha parlato in aula, come il perito, dell'esigenza di cure. Di una situazione grave di sofferenza e disagio e di problematiche reali da affrontare hanno parlato anche i consulenti della Procura per i minorenni, i quali, tuttavia, non hanno riconosciuto alcun vizio di mente tale da influire sulla capacità del giovane al momenti dei fatti.
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