Italia e Estero

Segre: 'Io l'ho visto il genocidio, era preparato a tavolino'

La senatrice Liliana Segre in occasione del convegno organizzato da Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) su "Le vittime dell'odio", presso il memoriale della Shoa’ di Milano, 13 Maggio 2024 ANSA / MATTEO BAZZI
La senatrice Liliana Segre in occasione del convegno organizzato da Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) su "Le vittime dell'odio", presso il memoriale della Shoa’ di Milano, 13 Maggio 2024 ANSA / MATTEO BAZZI
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MILANO, 06 FEB - "Quando oggi si parla di genocidio col punto di domanda o senza. Io l'ho visto come funzionava il genocidio, era preparato, non era una cosa improvvisata". Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre, ricordando la sua deportazione ad Auschwitz a 81 anni di distanza durante la Memoria della deportazione al Memoriale della Shoah, organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio. "Era stato preparato. A tavolino, già da tempo - ha sottolineato -. E per arrivare ad Auschwitz c'era un prolungamento della stazione fino al campo". "Una parola che non deve mai mancare nel linguaggio è l'accoglienza dell'altro, di qualunque colore, di qualunque religione, di qualunque etnia, di qualunque nazionalità" ha aggiunto la senatrice a vita. "Questa parola è l'estremo opposto della volontà dei nazisti di eliminare i diversi, diversi per loro, cioè gli appartenenti a popoli e categorie considerate indegne di vivere". Ci vuole invece "l'accoglienza di chi è diverso da noi, la disposizione ad ascoltarlo a soccorrerlo se necessario - ha detto ancora la senatrice -. La mia non è una ricetta semplicistica per problemi seri come quello dell'immigrazione, non è un utopistico, 'accogliamoli tutti' ma è in primo luogo una filosofia di vita". "Non chiudersi, non respingere a priori, non avere paura dell'altro - ha concluso - e non farsi mai abbindolare da chi specula su pregiudizi e investe nell'odio".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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