Italia e Estero

Picchiano e rapinano disabile, arrestati due fratelli a Modena

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MODENA, 27 MAR - "Se parli ti uccidiamo". Si sono finti intermediari per aiutarlo a trovare una casa in affitto ma, quando l'uomo, un disabile 42enne di origini ucraine è salito a bordo dell'auto dei due conoscenti, è stato pestato a sangue e rapinato. L'episodio è accaduto lo scorso 10 gennaio a Modena. In carcere - su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip dietro richiesta della Procura all'esito delle indagini dei Carabinieri - sono finiti due fratelli di origini moldave di 38 e 42 anni. Nei giorni successivi alla rapina i due hanno gravemente minacciato il cittadino ucraino dicendogli: 'se parli o denunci ti uccidiamo' e ora sono stati fermati con l'accusa di rapina in concorso aggravata dalla minorata difesa e lesioni volontarie aggravate. Nel dettaglio gli indagati avevano dato un appuntamento al 42enne disabile offrendosi come intermediari per trovare un'abitazione in affitto. Gli stessi avevano invitato la vittima a portare con sé una somma di denaro contante, al fine di dimostrare alla controparte di poter disporre di fondi utili allo scopo. Il disabile, dopo aver prelevato tutto il denaro disponibile dal proprio conto corrente, raggiungeva con il deambulatore una fermata dell'autobus e, nell'attesa del mezzo pubblico, riceveva una telefonata da parte dei due moldavi che si offrivano di dargli un passaggio. Di seguito lo raggiungevano ma, una volta in auto, dopo averlo accusato di un ipotetico furto, iniziavano a percuoterlo con calci e pugni al viso e al corpo, provocandogli lesioni per 20 giorni di prognosi a seguito della frattura di due costole. Nell'occasione gli indagati si impossessavano del telefono cellulare dell'uomo e di 2.160 euro custoditi dal 42enne nelle tasche degli abiti. Successivamente danneggiavano il deambulatore e abbandonavano il ferito in via del Mercato, a Modena dove l'uomo veniva soccorso dal 118 e dai Carabinieri. A seguito della denuncia presentata dalla vittima, i fratelli sono stati individuati dai militari e portati in carcere su ordinanza emessa dal Gip.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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