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Omicidio di Nataly, 'compagno aveva una relazione parallela'

Sopralluogo tecnico scientifico dei carabinieri a casa di Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, il salvadoriano che ha ammesso di aver strangolato la compagna Jhoanna Nataly Quintanilla e di aver nascosto il corpo simulando un allontanamento volontario della donna, Milano, 11 febbraio 2025. ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI
Sopralluogo tecnico scientifico dei carabinieri a casa di Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, il salvadoriano che ha ammesso di aver strangolato la compagna Jhoanna Nataly Quintanilla e di aver nascosto il corpo simulando un allontanamento volontario della donna, Milano, 11 febbraio 2025. ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI
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MILANO, 28 FEB - Pablo Gonzalez Rivas, fermato il 7 febbraio per l'omicidio di Jhoanna Nataly Quintanilla, 40enne salvadoriana di cui si è persa ogni traccia nella notte tra il 24 e il 25 gennaio e il cui corpo non è ancora stato trovato, avrebbe avuto una relazione parallela con una donna che vive in El Salvador, aveva già organizzato il viaggio per lei fino a Milano per farla vivere con lui e aveva detto a Nataly che lei avrebbe dovuto andare via di casa. Quella sera del 24 gennaio, forse al culmine di una lite perché lei aveva già scoperto la sua doppia vita e lui la stava mandando fuori dall'abitazione dove vivevano da anni, lui l'ha uccisa probabilmente a mani nude. E' questo il presunto movente dell'omicidio, come ricostruito, nell'inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo, coordinata dall'aggiunta Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, con le attività degli ultimi giorni, comprese le analisi su telefono e dispositivi del 48enne e anche le audizioni di testimoni, tra cui alcuni conoscenti e amici di Gonzalez e della coppia, sentiti oggi in Procura. L'uomo, interrogato dalla gip Anna Calabi, aveva parlato di un gioco erotico finito male, una versione che non ha mai convinto gli inquirenti, tanto che lo stesso 48enne, secondo i pm, ha anche depistato le indagini e non ha dato mai alcun aiuto per far ritrovare il corpo della donna, che lavorava come baby sitter.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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