Italia e Estero

Neonato morto a Bari, 'era sottopeso e molto disidratato'

Una neonata è stata lasciata intorno alle 7:20 di oggi nella culla termica della parrocchia dedicata a san Giovanni Battista, nel quartiere Poggiofranco di Bari. Nella foto la culla termica dove è stata lasciatas la bambina. Bari 23 12 2023 foto di Donato Fasano / Ansa
Una neonata è stata lasciata intorno alle 7:20 di oggi nella culla termica della parrocchia dedicata a san Giovanni Battista, nel quartiere Poggiofranco di Bari. Nella foto la culla termica dove è stata lasciatas la bambina. Bari 23 12 2023 foto di Donato Fasano / Ansa
AA

BARI, 09 GEN - Era un 'child neglect', ovvero un bimbo sottopeso, fortemente disidratato e trascurato, il piccolo di circa 3-4 settimane trovato morto nella culla termica allestita nella parrocchia di San Giovanni Battista di Bari il 2 gennaio scorso. Il piccolo, un maschietto, pesava 2 chili e 800 grammi ed era stato partorito a termine, forse non in ospedale, anche se quest'ultima è solo un'ipotesi. Sono questi i nuovi particolari che emergono all'autopsia compiuta ieri sul neonato, che sarebbe morto orientativamente per ipotermia, anche se per stabilirlo con certezza serviranno i risultati degli esami istologici. Se il piccolo non fosse stato così trascurato - a quanto viene riferito da fonti vicine alle indagini - si sarebbe potuto salvare, nonostante il mancato azionamento dell'allarme della culla collegato al telefono del parroco e il mancanto funzionamento del riscaldamento della culla stessa. Il piccolo ha anche delle piccole escoriazioni alle caviglie, assolutamente trascurabili e molto superficiali, forse provocate da parassiti cutanei. Resta ora da stabilire se il bimbo sia stato messo nella culla quando era ancora vivo oppure quando era già morto, anche se le prime valutazioni investigative propendono per la prima ipotesi. Infatti, la temperatura del cadavere era la stessa della stanza, particolare questo che fa ipotizzare agli inquirenti che il bimbo sia rimasto nella culla termica per molto tempo, fino alla morte.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Condividi l'articolo

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Argomenti