Italia e Estero

Knox, ho fatto come Tony Soprano e sono svenuta

epa11390609 US citizen Amanda Knox (C), flanked by her husband Christopher Robinson (L), arrives at the courthouse in Florence, central Italy, 05 June 2024, before a hearing in a slander case related to her jailing and later acquittal for the murder of her British roommate in 2007. Knox was only 20 when she and her Italian then-boyfriend were arrested for the killing of 21-year-old fellow student Meredith Kercher at the girls' shared home in Perugia. The murder began a long legal saga where Knox was found guilty, acquitted, found guilty again and finally cleared of all charges in 2015. EPA/CLAUDIO GIOVANNINI
epa11390609 US citizen Amanda Knox (C), flanked by her husband Christopher Robinson (L), arrives at the courthouse in Florence, central Italy, 05 June 2024, before a hearing in a slander case related to her jailing and later acquittal for the murder of her British roommate in 2007. Knox was only 20 when she and her Italian then-boyfriend were arrested for the killing of 21-year-old fellow student Meredith Kercher at the girls' shared home in Perugia. The murder began a long legal saga where Knox was found guilty, acquitted, found guilty again and finally cleared of all charges in 2015. EPA/CLAUDIO GIOVANNINI
AA

PERUGIA, 23 GEN - "Ho fatto come Tony Soprano e sono svenuta": a scriverlo su X è Amanda Knox. Che in un altro passaggio rivendica: "non sono una bugiarda. Non sono una calunniatrice. Non ero presente a casa quando Meredith è stata assassinata". Lo fa in una serie di post pubblicati nella notte italiana alla vigilia della decisione della Cassazione sulla condanna a suo carico per calunnia a Patrick Lumumba in uno dei procedimenti scaturiti dall'indagine sull'omicidio di Meredith Kercher. "Non stavo guardando le anatre - scrive Knox riferendosi allo svenimento -, stavo solo fissando il verdetto che mi arriverà dalla Corte suprema d'Italia. Non diventa più facile, non importa quante volte ci sono passato" "Ho combattuto contro questa accusa di diffamazione - scrive ancora Knox - sin dalla mia prima condanna nel 2009. Quando sono stata assolta dall'accusa di omicidio nel 2015, questa accusa è stata confermata, quindi ho fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo nel 2019, che si è pronunciata a mio favore. L'Italia ha ribaltato questa condanna e mi ha rimandato indietro per un nuovo processo l'anno scorso. Mi hanno dichiarato di nuovo colpevole e ora questo è il mio ultimo tentativo di riabilitare il mio nome una volta per tutte". "Ciò che mi fa davvero in... - scrive ancora - è che questa accusa minore è stata quella su cui si è basato l'intero processo per omicidio. Amanda è una bugiarda. Si è comportata come una persona colpevole, quindi deve essere colpevole di omicidio. Il mio interrogatorio, che i tribunali italiani hanno ritenuto illegale, ha fatto deragliare tutto. Patrick è stato trattenuto per due settimane e ha perso la sua attività. Raffaele e io siamo stati ingiustamente condannati e mandati in prigione (poi definitivamente assolti - ndr). Il vero assassino, Rudy Guede, se l'è cavata con una condanna leggera. La famiglia Kercher è stata privata di certezze e di una conclusione". "Ancora oggi, la condanna continua a condizionarmi..." sostiene ancora Knox. "Di recente ho dovuto annullare un viaggio in Australia perché non potevo ottenere un visto. Perché? A causa del mio background 'criminale'" rivela.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Condividi l'articolo

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Argomenti