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Intossicata, marito accusato di tentato omicidio col monossido

Vigili del fuoco all'esterno dell'abitazione dove marito, moglie e figlio maggiorenne sono morti a causa di una intossicazione da monossido di carbonio, Vignole Borbera (Alessandria), 8 gennaio 2018. ANSA/DINO FERRETTI
Vigili del fuoco all'esterno dell'abitazione dove marito, moglie e figlio maggiorenne sono morti a causa di una intossicazione da monossido di carbonio, Vignole Borbera (Alessandria), 8 gennaio 2018. ANSA/DINO FERRETTI
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COMO, 26 FEB - L'intossicazione da monossido della moglie sarebbe stata un tentato omicidio. Un operaio tessile di 50 anni, origini tunisine ma da anni residente a Como, è accusato di avere tentato di uccidere la moglie nella notte tra il 25 e il 26 gennaio scorsi, quando la donna e i tre figli minorenni della coppia furono soccorsi nella loro casa del quartiere di Breccia per un principio di intossicazione da monossido di carbonio. Dopo quasi un mese di indagini la Procura della Repubblica di Como ha disposto per l'uomo l'applicazione del braccialetto elettronico e l'allontanamento da casa. A far scattare l'indagine, come riportato dalla Provincia di Como e da Il Giorno, è stata la denuncia della moglie, che si salvò soltanto grazie a un trattamento in camera iperbarica, non necessario invece per i figli. Secondo gli inquirenti, il braciere acceso dal marito in camera da letto non serviva a scaldare l'appartamento, in una casa popolare alla periferia della città. L'uomo avrebbe agito per vendicarsi della moglie, che la sera prima gli aveva comunicato la volontà di separarsi. Fu poi lo stesso uomo, però, a chiamare i soccorsi. Di qui, la decisione di non applicare nei suoi confronti la custodia in carcere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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