Italia e Estero

Andrea Segre denuncia, 'sospeso l'ok alle riprese dentro il Cpr'

Italian director Andrea Segre poses during the photocall for the movie 'Berlinguer - La grande ambizione' at the 19th annual Rome International Film Fest in Rome, Italy, 16 October 2024. The Festa del Cinema di Roma runs from 16 to 27 October 2024. ANSA/ETTORE FERRARI
Italian director Andrea Segre poses during the photocall for the movie 'Berlinguer - La grande ambizione' at the 19th annual Rome International Film Fest in Rome, Italy, 16 October 2024. The Festa del Cinema di Roma runs from 16 to 27 October 2024. ANSA/ETTORE FERRARI
AA

TRIESTE, 02 APR - "Avevo fatto richiesta per poter girare all'interno del Cpr di Gradisca d'Isonzo il 3 ottobre scorso. L'autorizzazione era arrivata", ma escludeva "la possibilità di portare con me avvocati esperti di immigrazione. Dopo aver insistito ho capito che dovevo entrare da solo con la mia telecamera. Allora ho deciso di farlo, perché mi sembrava importante raccontare cosa succede qui dentro. Ma 4-5 giorni fa è arrivata la sospensione di quella autorizzazione, senza alcuna motivazione, da del parte gabinetto del ministero. Abbiamo chiesto la motivazione e ci hanno detto che ci sono dei sopravvenuti motivi di sicurezza". Lo ha denunciato il regista Andrea Segre, durante una conferenza stampa organizzata all'esterno del Cpr di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) insieme ad Articolo 21 e a Ics-consorzio italiano di solidarietà. "Dentro a questi muri entrare come operatori della comunicazione è molto difficile - ha osservato -. Lo Stato dovrebbe garantire una risposta entro 7 giorni invece si impiegano mesi; inoltre l'autorizzazione può essere negata all'improvviso con motivazioni non verificabili". "Questo è successo a me - ha puntualizzato - ma può succedere anche ad altri operatori di cinema, fotogiornalismo, giornalismo. I Cpr sono luoghi gestiti dallo Stato e dentro questi luoghi devono essere garantiti non solo i diritti delle persone detenute, ma anche il modo con cui si utilizzano i soldi pubblici per gestirli. Se non possiamo raccontarlo vuol dire che c'è poca democrazia".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Condividi l'articolo

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Argomenti