Comunicato Stampa: Presentato a palazzo Ferro Fini il libro ‘Casanova, la vita è recita'

(Arv) Venezia 2 apr. 2025 - È stato presentato oggi a palazzo Ferro Fini il libro di Francesco Jori e Alberto Olivi ‘Casanova, la vita è recita’, Editoriale Programma, 144 pagine. Gli autori hanno approfondito alcuni aspetti del volume, soffermandosi sulla vastità dell’esperienza di Casanova: non solo avventuriero e scrittore, ma anche filosofo, diplomatico, matematico e persino agente segreto. Il dibattito ha offerto numerosi spunti di riflessione, mettendo in luce come Casanova sia stato testimone di un’epoca di grandi trasformazioni, tra la fine della Serenissima e l’alba di un nuovo assetto politico europeo. Francesco Jori “Casanova riassume al meglio la vita del suo tempo. È riuscito a essere sempre sé stesso: in tutta la sua poliedrica esperienza di vita, ha interpretato diverse parti, sicuramente per vivere bene, ma soprattutto perché si innamorava della parte e diventava lui stesso quello che stava interpretando di volta in volta; in questo è racchiusa tutta la sua grandezza. Chiarisco questo perché se si legge il titolo del volume, ‘La vita è recita’, si potrebbe pensare a un bluff, a uno che recita tante parti senza mai essere nessuno, ma questo non è proprio il caso di Giacomo Casanova, del quale abbiamo voluto proporre una visione più umana, sfatando innanzitutto un luogo comune, ovvero lo stereotipo del ‘Casanova libertino’. In realtà, il Settecento era un’epoca di libertinaggio, un costume diffuso, con donne che cambiavano facilmente marito...Casanova è stato semplicemente un uomo del suo tempo, però estremamente raffinato: gli piaceva corteggiare e sedurre le donne, soprattutto a tavola, da ottimo cuoco quale era. Giacomo Casanova era dotato di un’intelligenza acuta, fu scrittore di livello che ci ha lasciato numerosi documenti; frequentò le più importanti Corti europee e seppe tenere alta la bandiera di Venezia, città che amava moltissimo e di cui si sentiva parte in modo viscerale, cercando di trasmettere, anche all’estero, la grandezza della città, soprattutto attraverso i Salotti letterari, tipici del Settecento, che ospitavano illustri personaggi e che a Venezia avevano una peculiarità rispetto al resto d’Europa: erano condotti esclusivamente da donne. Trovo strano che Venezia non abbia mai dedicato nulla ai suoi personaggi più illustri, Marco Polo e Giacomo Casanova, in una sorta di damnatio memoriae. Di monumenti a Marco Polo, infatti, non vi è traccia, mentre di Casanova possiamo trovare solo una piccola lapide. E abbiamo voluto anche rendere onore a Venezia che seppe cadere in piedi: è vero che la Repubblica nel Settecento andò incontro a una decadenza e a una fine ingloriose, ma è altrettanto vero che in quel secolo seppe produrre tantissimo in campo culturale, nei settori della musica, della pittura e dell’architettura, senza dimenticare le opere di ingegneria civile di altissimo profilo, come i Murazzi di Pellestrina che resistettero fino alla grande alluvione del 1966”. “Nel libro, abbiamo quindi cercato di rivalutare la figura di Giacomo Casanova ma anche quella di Venezia – ha concluso Francesco Jori - Due parabole che si conclusero quasi contemporaneamente e che ebbero inevitabilmente un punto di caduta, ma che soprattutto seppero raggiungere un punto, davvero elevato, di eccellenza”. Alberto Olivi ha messo in relazione diversi aspetti della vita di Casanova con il “contesto storico del tempo, assolutamente originale, con la fine del potere economico, politico e giuridico della Serenissima, ammirato in tutta Europa, ma bilanciato da una vera e propria esplosione di cultura, declinata in tante forme diverse, dalla pittura alla musica, dal teatro alla stessa cronaca, basti pensare a Gaspare Gozzi che, con la sua ‘Gazzetta di Venezia’, è stato il padre di tutti i Quotidiani. Credo che sia impossibile pensare a Casanova al di fuori dell’ambiente che frequentò. E un capitolo del libro è dedicato ai ‘molteplici luoghi del Casanova’, dalle semplici osterie, che frequentò assiduamente assieme agli amici, fino ai palazzi veneziani in cui seppe dare una svolta importante alla propria vita”. “E faccio gli auguri a Giacomo Casanova, di cui proprio oggi, 2 aprile, ricorre il 300esimo anniversario della nascita”, ha chiosato Olivi.
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