Contenuti audio e zero immagini: la sfida del social bresciano Loud

Marco Papetti
La piattaforma ideata da Alessandra Faustini come «free speech app» ad oggi conta 6.000 utenti
Una campagna pubblicitaria di Loud a Milano - © www.giornaledibrescia.it
Una campagna pubblicitaria di Loud a Milano - © www.giornaledibrescia.it
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Un social fatto solo di contenuti audio: si chiama «Loud» ed è una creazione «made in Brescia». Ideatrice dell’app è Alessandra Faustini, ceo bresciana della società che gestisce la piattaforma. Lanciato nel 2022, Loud si presenta come una «free speech social app»: oggi è una realtà in divenire, con circa 6.000 utenti registrati, che cerca di farsi largo nel mondo dei social network.

La sua caratteristica sono i contenuti rigorosamente audio: chi si iscrive può lasciare messaggi vocali, ascoltare quelli di altre persone e seguire puntate di podcast, funzione aggiunta da poco. Gli utenti condividono emozioni e pensieri con una community, in cui ciò che conta è ciò che si comunica con la voce. Ci sono anche rubriche dove semplici domande stimolano a pubblicare i propri pensieri. Alcuni esempi: «Di cosa hai bisogno in questo periodo?» oppure «Quando hai capito di essere realmente innamorato/a?».

In lockdown

A Faustini l’idea è venuta nel 2020 durante il lockdown: «In quel periodo usavo tanto i social, quando erano molto diffusi i filtri che perfezionano il viso - racconta -. Anch’io li ho usati, finché non mi sono resa conto che ogni volta, prima che si applicasse il filtro, non mi piacevo più: mi sono detta che c’era qualcosa che non andava in questo modo di usare i social. Confrontandomi ho capito che si trattava di un disagio comune».

Alessandra Faustini - © www.giornaledibrescia.it
Alessandra Faustini - © www.giornaledibrescia.it

Da qui lo spunto per una piattaforma dove non contano le apparenze: «Ho pensato a un social basato solo sull’audio, in cui l'immagine perdesse completamente valore e uno si potesse sentire in un posto sicuro dove ridare valore al contenuto ed essere se stessi. Dalla sfumatura della voce si percepiscono le emozioni che provi e un po’ la tua personalità: l’idea era di riportare la socialità a un livello più umano ed empatico».

Pian piano il progetto ha preso vita: «Ho trovato persone fantastiche come consulenti esterni e collaboratori interni. In circa un anno e mezzo siamo riusciti a lanciare la prima versione e da lì è stato un continuo perfezionamento».

Novità

L’ultima novità riguarda i creator digitali: «Stiamo terminando lo sviluppo delle funzionalità per creator, principalmente podcaster - spiega Faustini -. Intanto abbiamo rilasciato in anteprima la possibilità per chi condivide tramite la piattaforma Megaphone, di far sì che la puntata del podcast venga pubblicata anche su Loud: per i creator è un valore aggiunto perché rispetto ad altre piattaforme possono conversare “one to one” con la community.

Su Loud a breve daremo loro anche la possibilità di monetizzare: abbiamo deciso, finché ci è possibile, di non inserire pubblicità, per cui la prima linea di reddito su cui vogliamo puntare è permettere ai creator di vendere i loro contenuti, mentre Loud si tiene una percentuale».

Recentemente il progetto si è aggiudicato un contributo di 120mila euro dal Fondo impresa femminile, finanziato dal Next generation Ue. Ora si punta ad estendere la rete: «Oggi abbiamo circa 6.000 utenti registrati, ma diamo anche la possibilità di entrare come ospiti. Gli utenti mensili attivi sono circa 3.500, con picchi di 4.000, ma adesso con i fondi che abbiamo ottenuto vorremmo fare una nuova campagna comunicativa. L’obiettivo è raggiungere almeno i 20.000 utenti attivi al mese».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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