Trump, annunciati i dazi: 25% sulle automobili importate, 20% sull’Ue

Dazi del 25% su tutte le birre in lattina importate e su tutte le lattine vuote in alluminio, a partire da venerdì: ecco il primo annuncio riguardante i dazi decisi dall’amministrazione Trump, come reso noto dal dipartimento del Commercio statunitense. L'espansione dei dazi sull'alluminio è stata comunicata poco prima dell'annuncio del presidente Donald Trump sui dazi reciproci arrivata attorno alle 22 del 2 aprile, ora italiana (le 16 circa a Washington). Dopodiché, sono arrivati tutti gli altri annunci sui prezzi applicati ai beni importati.
L’annuncio dei dazi
«Oggi è il giorno della liberazione», ha detto il presidente Usa annunciando i dazi dalla Casa Bianca. «Sarà il giorno che sarà ricordato come quello in cui abbiamo reso l'America di nuovo ricca», ha aggiunto.
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) April 2, 2025
Subito ha parlato del comparto automotive: 25% sull’import di auto straniere, in vigore dal 3 aprile.
Ha quindi annunciato che firmerà a breve uno «storico ordine esecutivo che istituisce dazi reciproci sui Paesi di tutto il mondo». Aggiungendo: «Reciproci significa che loro lo fanno a noi e noi lo facciamo a loro. Molto semplice. Non potrebbe essere più semplice di così».
I dazi reciproci saranno del 10% per tutti, ma più alti «per chi ci ha trattato male. Contro l’Unione europea saranno del 20%. Ci hanno derubato per anni, sono patetici», ha detto il presidente. Ha specificato che non si tratta «di dazi pienamente reciproci», perché ha deciso di applicare un’aliquota pari alla metà di quella subita. «L’Unione europea ci mette dazi del 39%».
Sulla Cina saranno del 34%, del 30% per il Sudafrica, 31% per la Svizzera, 49% per la Cambogia, al 46% per il Vietnam, 32% per Taiwan, 10% per il Brasile, 24% per il Giappone. Alla Gran Bretagna del 10%, la metà rispetto a quelli imposti all’Ue. A Israele il 17%, all’India il 26%.
L’entrata in vigore
I dazi del 10% entreranno in vigore dal 5 aprile, mentre quelli per i «worst offenders», i 60 Paesi peggiori su cui si abbatteranno altre tariffe oltre a quella minima, dal 9 aprile. Lo hanno riferito alcuni funzionari della Casa Bianca in una telefonata con un gruppo ristretto di giornalisti.
Le reazioni
«Trump ha ridefinito i confini del commercio mondiale, confermando che stiamo vivendo un momento straordinario che ha bisogno di decisioni straordinarie. La sfida europea è mantenere e aumentare la presenza di industria e lavoratori in Europa». Questo il commento a caldo del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. «Per fare questo occorre un piano straordinario su tre capitoli: investimenti, sburocratizzazione per eliminare i dazi interni, e recupero di competitività su fattori chiave quali l'energia. Contiamo su una risposta compatta e responsabile di tutte le forze politiche per arrivare ad un'azione che sia immediata e tangibile», ha concluso il leader degli industriali.
Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani «occorre evitare una guerra commerciale fatta di dazi Usa che danneggerebbe i cittadini statunitensi ed europei. Siamo già al lavoro con la Ue e i partner europei per una prima valutazione e una risposta comune: domani a Bruxelles vedrò il commissario Sefcovic. È necessaria una risposta basata su un approccio pragmatico, basato sul dialogo. Serve un negoziato costruttivo, con la schiena dritta, che tenga conto delle preoccupazioni americane ma tuteli i sacrosanti interessi europei. Il Governo non lascerà indifeso il sistema produttivo italiano».
La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, a quanto reso noto dall’esecutivo comunitario, parlerà alle 5 di mattina di giovedì 3 aprile.
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