Maniglie, un mix tra design e resistenza

Una maniglia per porte deve essere soprattutto robusta e resistente all’usura quotidiana. Più è di qualità e più durerà nel tempo. Naturalmente oggi tra i connotati che fanno mercato ha assunto grande importanza il design, con maniglie disegnate e poi costruite di moltissime forme e colori.
Tra i materiali che le compongono l’ottone è forse il più pregiato, ma ottime maniglie si possono trovare anche in acciaio, alluminio, zama e perfino in materiale plastico, anche se di questo alcuni produttori diffidano perché considerato meno resistente nel tempo.
Settore in crescita
L’aumento della produzione di porte e finestre, e la crescente domanda di maniglie di tendenza, sono fattori chiave per la crescita del mercato di un prodotto diventato un vero e proprio elemento d’arredo, tanto che il portale verifiedmarketreports.com parla di un mercato internazionale che nel 2022 aveva raggiunto un fatturato di 15,2 miliardi di dollari e che per il 2030 è previsto a 24,1 miliardi.
Nel momento attuale, contrassegnato da rapidi passi tecnologici in ogni ambito, è coinvolta anche l’ideazione di maniglie da inserire in ambienti domestici «intelligenti», e le aziende stanno integrando i loro prodotti con caratteristiche particolari e innovative come i sistemi di bloccaggio elettronico e i meccanismi senza «touch».
Il mercato delle maniglie è legato a quello dei serramenti. Una recente ricerca di Cosmoserr e Mikaline Research, compiuta intervistando 516 operatori italiani, rivela che solo un quarto di loro, vale a dire il 26%, prevede per il 2025 una diminuzione dei ricavi rispetto al 2024. Questa – lo sottolineano gli autori delle ricerca – è una «sorpresa». Il 37% di chi ha riposto all’indagine prevede poi fatturati «uguali» a quelli dell’anno precedente e un altro 37% «in crescita».
Se ne ricava quindi che buona parte del settore è fiducioso nel futuro, al di là delle diverse variabili. La previsione sul giro d’affari 2025 è positiva per il 40,1% dei produttori di serramenti, come la stessa percentuale riguarda la categoria mista di produttori e rivenditori.

Tra i rivenditori solo il 27% prevede una crescita del fatturato, mentre la metà (50%) pensa a ricavi stazionari. Nel settore, quelli che parlano di ricavi in crescita sono principalmente gli operatori che hanno i serramenti in alluminio come prodotto principale, arrivati al 56,4% del totale, seguiti da quelli che trattano infissi in legno, al 78,1%.
Tra chi invece lavora con gli infissi in pvc, il 34,3% prevede un giro d’affari in diminuzione, il 37,5% lo vede stabile e il 28,2% in crescita.
Su base geografica, la maggior parte degli operatori pessimista del nostro Paese (non crede in possibili miglioramenti) sta al sud (30,8%), mentre al nord i meno positivi sono il 26,9%. I più ottimisti starebbero al centro, con il 52,6% delle risposte buone, seguiti da quelli delle Isole con il 44,8%. Prevede stazionarietà nel giro d’affari il 46,2% degli operatori del nord e il 35,9% di quelli del sud.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

@Economia & Lavoro
Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.