Gli industriali ricorrono contro i limiti alle nuove discariche
Il fattore di pressione, così come approvato dalla Regione Lombardia con il decreto dello scorso ottobre, non è supportato da dati tecnico scientifici e sanitari. Lo sostiene l’Associazione industriale bresciana, secondo cui il provvedimento presenta aspetti di incoerenza e manca di una verifica effettiva delle ricadute che ha sul territorio e sul sistema delle imprese. Per gli industriali le norme regionali sarebbero superficiali e prive di uno studio approfondito.
Sono queste le ragioni principali che hanno spinto l'Aib a a presentare ricorso al Tar di Milano contro il cosiddetto fattore di pressione approvato dal Pirellone, che impedisce la nascita di nuove discariche nei territori in cui l'indice per abitante è già elevato. Una decisione che ha destato stupore e che l'Aib ha voluto spiegare.
«Non difendiamo le discariche, ma il fattore di pressione così com'è non difende l'ambiente, né i cittadini, e danneggia le imprese - dicono gli industriali -. Lavoriamo insieme alla vera economia circolare».
Dall'inizio dell'anno il costo di smaltimento dei rifiuti per le imprese è aumentato di circa il 40% e si prevede un ulteriore rincaro nel 2018. L’Aib propone quindi l'istituzione di un tavolo con tutti gli attori interessati: Comuni, Provincia, Regione, Arpa, Ats e associazioni ambientalisti per gettare le basi e avviare la tanto discussa economia circolare, dalla produzione, cioè, al riciclo e al riuso.
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