È il giorno dei dazi di Trump, timori e attese del comparto bresciano
Il «Liberation Day» americano alla fine è arrivato. Oggi il presidente Trump presenterà l’elenco dettagliato dei prodotti importati da vari paesi, tra cui quelli europei, su cui saranno applicati nuovi dazi.
Oltre al 25% su acciaio e alluminio, a spaventare l’Europa sono le annunciate tasse doganali su auto, prodotti farmaceutici e prodotti agroalimentari, come vino e formaggio.
Brescia
La bilancia commerciale, se ci si riferisce ai prodotti fisici, pende a favore del Vecchio Continente, che esporta negli Stati Uniti molto più di quel che importa. Lo stesso vale per l’Italia (secondo paese per export verso gli Usa dopo la Germania) e per Brescia: gli Stati Uniti rappresentano il 7,8% delle nostre esportazioni, ma solo l’1,2% delle importazioni secondo i dati di Confindustria.
Discorso inverso per i servizi tecnologici e finanziari, che difficilmente però saranno esposti al rischio dazi.
Risposta Ue
L’attesa, oltre che per l’elenco dei prodotti e l’entità delle misure previste, è anche per la risposta dell’Unione europea, che arriverà tra un paio di settimane.
La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha spiegato nei giorni scorsi come dazi Usa del 25% sull’import europeo «ridurrebbero la crescita dell’area dell’euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno», mentre contro-dazi Ue porterebbero l’impatto «a circa mezzo punto percentuale».
Settori
Secondo uno studio di Assolombarda, sono 485 i prodotti esportati dall’Italia verso gli Stati Uniti che subirebbero un aumento tariffario in caso di dazi perfettamente reciproci, come previsto dal Fair and Reciprocal Plan trumpiano.
Il settore della meccanica e dell’elettronica è il più importante in termini di valore (11,8 miliardi dollari), ma gli incrementi tariffari sarebbero limitati a 1,4 punti percentuali. Auto e trasporti invece, così come i prodotti agroalimentari, sono una fetta meno corposa del nostro export, ma su cui verrebbe applicato un aumento delle tariffe superiore ai 5,6 punti percentuali.
Per quanto riguarda il sistema Brescia, oltre il 70% delle esportazioni verso gli Stati Uniti è costituito da prodotti della metallurgia, prodotti in metallo e, a far la parte del leone, macchinari e apparecchiature, per un valore – dati al 2024 – di 1.127 milioni di euro dei 1.577 complessivi.
Effetti

La guerra dei dazi rischia di avere conseguenze sia sui consumatori che sul mercato occupazionale. I primi vedranno aumentare i prezzi al consumo e torneranno presumibilmente a fare i conti con l’inflazione; il mercato occupazionale potrebbe invece risentire della scelta di alcune aziende di spostare la produzione negli States proprio per aggirare i dazi.
Nell’attesa di scoprire le scelte di Trump e le contromosse dell’Ue, c’è già un primo effetto degli annunciati tributi doganali: le importazioni statunitensi nelle ultime settimane sono crescite di oltre il 10%. Lo spauracchio delle tasse alla frontiera ha spinto gli importatori a riempire i magazzini, con la conseguente congestione soprattutto dei porti. I primi costi a lievitare, dunque, potrebbero essere proprio quelli delle spedizioni.
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