Confagricoltura: «Vino, con i dazi 364 milioni di bottiglie a rischio»

Dopo il meteo avverso alla viticoltura, arrivano i dazi americani. E così il comparto vitivinicolo potrebbe nuovamente vivere un periodo di instabilità e incertezza. Lo ha sottolineato Gianluigi Vimercati, vicepresidente di Confagricoltura Brescia, commentando le notizie fresche riguardanti le imposte sulle importazioni volute dal presidente Usa Donald Trump.
Prodotti di livello
«I nostri prodotti sono di livello, Brescia risponderà con determinazione e con la qualità che la distingue alle criticità. A Vinitaly lo faremo presente al mondo», dice. «Dopo una stagione 2024 in chiaroscuro per il settore vitivinicolo bresciano, dapprima per gli effetti degli eventi meteo avversi, in particolare per i periodi di pioggia prolungati, per la grandine e le malattie fitosanitarie, e quindi per le turbative del mercato, il nuovo anno è partito parecchio in salita. Se da un lato i lavori nei vigneti sono iniziati da qualche settimana con i migliori auspici, così come è nel carattere dei viticoltori bresciani, a spaventare oggi sono le condizioni geopolitiche internazionali e, soprattutto, le nuove politiche commerciali degli Stati Uniti, che stanno determinando forti preoccupazioni e una marcata instabilità».
I dazi e il vino
I dazi Usa al 20%, continua Vimercati, potrebbero produrre danni «per 323 milioni di euro l’anno, con 364 milioni di bottiglie a rischio». Le difficoltà non finiscono però qui, aggiunge. I problemi riguarderebbero l’etichettatura e i vini dealcolati.
«Nonostante tutto questo, l’imminente apertura del Vinitaly di Verona, nel quale i vini e i viticoltori bresciani saranno come sempre protagonisti, sta dando un po’ di fiducia al settore. Confagricoltura Brescia sarà presente con una rappresentanza istituzionale, anche per visitare le cantine presenti e raccogliere preoccupazioni, criticità e proposte dai soci».
A guidare la delegazione sarà proprio il vicepresidente Gianluigi Vimercati, viticoltore in Franciacorta. «Il nostro settore, quello agroalimentare in generale e vitivinicolo in particolare, esce sicuramente penalizzato dall'introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti – afferma –, in particolare per quanto riguarda i prodotti di fascia media, come lo sono a esempio alcuni vini e l’olio d’oliva, prodotti di punta dell’agricoltura bresciana. Il rischio è l’uscita dal mercato di una parte delle produzioni. Per questo pensiamo che sia utile un patto tra le nostre imprese e gli alleati commerciali americani, che traggono profitto dai vini importati».
25% dell’export
Secondo Confagricoltura, il mercato statunitense vale quasi il 25% del totale dell’export, ovvero due miliardi sul totale di 8,1 milioni di esportazioni. «Per i vini bresciani voglio avere un atteggiamento positivo – continua Vimercati –, i nostri prodotti sono di alto livello, sono convinto che Brescia risponderà con determinazione e con la qualità che la contraddistingue ai dazi imposti e, in generale, a tutte le criticità che stiamo vivendo. Il Vinitaly potrebbe essere il luogo giusto per far presente al mondo questa cosa: l’alto livello dei nostri vini che ci permetterà di far fronte a questa situazione delicata, cui Confagricoltura da tempo sta ponendo attenzione».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

@Economia & Lavoro
Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.