Economia

Confindustria dialoga con gli studenti per «progettare il domani»

La Redazione Web
Oltre 5.200 giovani bresciani hanno partecipato al progetto promosso da Piccola Industria e Giovani Imprenditori. Tra i risultati spiccano incertezza ma anche voglia di emergere dal punto di vista lavorativo
Studenti in una scuola di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Studenti in una scuola di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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Oltre 5.200 studenti delle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado bresciane hanno partecipato al progetto «Progettando il domani. sogni e aspirazioni dei giovani», promosso da Piccola Industria e Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia per indagare sogni, aspettative e visioni legate al futuro delle nuove generazioni.

Nello specifico il 39% dei ragazzi e delle ragazzi partecipanti proviene da un percorso di istruzione tecnica, il 24% da Cfp regionale, il 24% da liceo e il 14% da istruzione professionale.

I risultati

I risultati sono stati presentati questa mattina nel corso di un incontro che si è svolto nella sede dell’associazione in via Cefalonia, alla presenza di 200 giovani. E, stando all’elaborazione effettuata dal sociologo Stefano Laffi e dal Centro Studi di Confindustria Brescia, emerge come quasi la metà degli adolescenti bresciani, il 47%, non è convinta della scelta scolastica fatta. Il dato scende tra i liceali (44%) ma sale al 52% tra gli studenti dell’istruzione professionale. I primi ad affacciarsi sul mondo del lavoro sono i maschi in uscita dai Cfp e poi dai percorsi tecnici e professionali, ma quasi un terzo dei ragazzi preferisce prendersi una pausa per riflettere o chiarirsi le idee.

I relatori durante la mattinata di presentazione dei risultati
I relatori durante la mattinata di presentazione dei risultati

Incertezza

Il 38% degli studenti dichiara inoltre di non avere ancora una visione chiara sul proprio futuro. Questa incertezza colpisce soprattutto le ragazze (42%), gli italiani nati all’estero (43%) e gli studenti dei licei (42%). La paura del futuro coinvolge un adolescente su quattro, ma tra le ragazze la quota sale a una su tre. È un timore che cresce con l’avvicinarsi alla maturità: in quinta superiore riguarda il 27% degli studenti, contro il 21% in terza. Al liceo, dove il progetto di vita appare più aperto e indefinito, l’ansia è più diffusa.

Solo un giovane su cinque immagina di costruire il proprio futuro nella provincia di origine. La metà degli adolescenti pensa di restare a Brescia, ma tra i più inclini ad andarsene ci sono le ragazze e gli studenti dei licei. Un 30% è deciso a partire – in Italia o all’estero – e una quota analoga è aperta a tornare dopo un’esperienza altrove.

Dopo la pandemia, la principale paura è diventata la salute, mentre l’ambiente è finito in fondo alle preoccupazioni. Le principali risorse su cui i ragazzi sentono di poter contare sono la famiglia e le proprie capacità personali. Gli adulti e il progresso tecnologico ispirano meno fiducia.

Nel pensiero dei giovani persiste una divisione di genere nei lavori: l’officina è ancora associata ai maschi, le professioni di relazione e cura alle femmine. L’istruzione tecnica è quella che più evoca un futuro in ufficio. Il lavoro ideale è quello che permette di crescere per competenze, ruolo e retribuzione: più valorizzazione del metodo, meno enfasi sulla creatività.

Reddito

Le aspettative di reddito sono molto variabili e non seguono un criterio comune nemmeno all’interno degli stessi percorsi scolastici. Le ragazze tendono a indicare prospettive economiche significativamente più basse. L’industria, pur vista come risorsa da oltre un quarto dei giovani, è anche percepita come luogo di fatica (17%) e inquinamento (7%), soprattutto dalle ragazze.

I sogni dei ragazzi non puntano a cambiare azienda, ma a una crescita stabile all’interno della stessa realtà lavorativa: il 42% desidera un lavoro sicuro per tutta la vita, mentre il 48% spera in uno sviluppo di carriera cambiando ruolo e responsabilità. Quanto alle aspirazioni, prevale l’incertezza: «non so» è la risposta più frequente. Tra le idee più chiare, spicca l’imprenditore – come già rilevato nel 2021 – seguito da ingegnere, medico e avvocato.

Dichiarazioni

«L’indagine ci ha offerto uno spaccato prezioso su aspirazioni e aspettative dei giovani del nostro territorio – commentano Marco Capitanio e Francesco Veneziani, rispettivamente presidente di Piccola Industria e Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia –. I dati raccolti dimostrano, una volta di più, quanto sia fondamentale rafforzare il dialogo tra il mondo della scuola e quello dell’impresa, affinché i ragazzi possano avere una visione chiara e concreta delle opportunità professionali che li attendono.

Come Piccola Industria e Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia, sentiamo la responsabilità di accompagnare le nuove generazioni in questo percorso, creando connessioni, promuovendo esperienze formative e lavorative di qualità e valorizzando le competenze».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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