Stanadyne e Lonati, sottoscritti i contratti di solidarietà

In attesa del «cavaliere bianco» che rilevi le attività della Stanadyne di Castenedolo. Ieri nella sede di Confindustria Brescia è stato sottoscritto tra i rappresentanti della Fiom Cgil, la Rsu e l’amministratore delegato Angelo Rodolfi, l’accordo per l’utilizzo del contratto di solidarietà.
L’azienda che opera nel comparto dell’automotive (realizza principalmente iniettori per i motori diesel) e fa capo a una multinazionale americana è in liquidazione da 83 giorni e dalla stessa data è in atto il presidio dei lavoratori finalizzato a mantenere attiva l’azienda in attesa delle evoluzioni degli interessamenti industriali per dare continuità allo stabilimento e alla produzione emersi in queste settimane.
L’accordo sottoscritto ieri con decorrenza dal primo marzo, avrà durata di tre mesi fino al 31 maggio 2025 coinvolgerà 84 degli 87 dipendenti e per la gestione dei 34 esuberi dichiarati comporterà una riduzione media complessiva massima del 40%. L’azienda – spiega una nota della Fiom – anticiperà a tutti i lavoratori alle normali scadenze di paga il trattamento economico dovuto dall’Inps.
Alla Lonati
Sempre ieri Fiom-Cgil, Fim-Cisl e la Rsu della Lonati hanno sottoscritto un contratto di solidarietà di tipo «difensivo» per la durata di 12 mesi.
L’azienda, leader nel settore meccanotessile, specializzata nella progettazione, costruzione e commercializzazione di macchine tessili circolari per la produzione di calze, occupa circa 580 lavoratori e sta vivendo da tempo un forte rallentamento degli ordini. Il contratto di solidarietà, con decorrenza dal 3 marzo 2025, prevede il coinvolgimento di 527 dipendenti e una percentuale massima di riduzione dell’orario di lavoro collettiva pari all’80% ed individuale pari al 90%.
«Il ricorso all’ammortizzatore è stato reso necessario – spiega una nota sindacale congiunta – dal perdurare di una progressiva e costante contrazione degli ordinativi e dalla situazione attuale, anche di instabilità e incertezza dei mercati, che, sulla base delle stime previsionali, non fa pensare a un recupero nei prossimi mesi di livelli più produttivi tali da poter consentire il pieno sfruttamento degli impianti».

Tra gli ammortizzatori – spiegano i sindacati – si è scelto uno strumento, la solidarietà appunto, che da un lato tutela i lavoratori e dall’altro offre la possibilità al gruppo Lonati di cogliere le eventuali opportunità offerte dal mercato, per agganciare la ripresa dell’attività lavorativa con l’organico al completo e senza disperdere quindi il prezioso patrimonio di professionalità acquisito negli anni. Infine, azienda e sindacato, con l’intesa raggiunta, si impegnano a incontrarsi periodicamente con la finalità di monitorare e valutare l’andamento e l’utilizzo del contratto di solidarietà.
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