Due scrittrici bresciane alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna

Due voci bresciane alla Fiera del Libro per Ragazzi: tra identità, emozioni e immaginazione. Dal 31 marzo al 3 aprile i padiglioni di BolognaFiere ospitano la 62ª edizione della Bologna Children’s Book Fair, uno degli appuntamenti internazionali più attesi dell’editoria per ragazzi. Quest’anno l’Ospite d’Onore è l’Estonia, piccolo stato affacciato sul Baltico ma ricco di creatività e innovazione nel panorama editoriale. Il 2025 è anche l’anno dei grandi anniversari: si festeggiano i 50 anni della Pimpa, gli 80 dei Mumin e di Pippi Calzelunghe, e i 70 anni di Feltrinelli.
In mezzo a questi colossi della letteratura per l’infanzia, spiccano le proposte di due autrici bresciane che con i loro libri raccontano il presente con intelligenza e delicatezza: Annalisa Strada e Cosetta Zanotti.
Annalisa Strada
Con «Chi sì e chi no» (Giunti), la Strada affronta con lucidità e sensibilità il tema dell’identità e dell’appartenenza. La storia di Adana, Marta, Adam e Ghulam – quattro ragazzi di terza media alle prese con una marachella mancata – si trasforma in un’occasione per riflettere su cosa significhi essere “uguali” e su come gli adulti spesso classifichino i giovani in modo rigido e distante.
«Alla fine, siamo tutti uguali» osserva l’autrice. «Abbiamo bisogno di amore, sicurezza, stabilità. E anche nei gesti più impulsivi, nella rabbia o nella generosità, ci somigliamo molto più di quanto crediamo.» E parlando del divario tra generazioni aggiunge: «I ragazzi oggi sono sempre di meno, e sono convinta che questo accentui le difficoltà e i pregiudizi che intralciano la comprensione. Ma se vogliamo un futuro che funzioni, dobbiamo imparare a incontrarli davvero.»
Nel suo secondo titolo presente in fiera, «Alle medie senza cellulare» (Il Battello a Vapore), racconta con ironia e dolcezza la storia di Cinzia, una ragazzina che scopre quanto sia difficile oggi vivere senza uno smartphone, ma che decide di guadagnarselo con determinazione. Un libro che parla di crescita, fiducia e responsabilità, perfetto per lettrici e lettori dai 9 anni.
E per chi ama le avventure surreali, imperdibile è «Gargalonta. Ridere non fa paura» sempre di Annalisa Strada questa volta pubblicato da Coccole Books, un racconto che esplora il valore del ridere e dell’esprimere liberamente le proprie emozioni. «I bambini» spiega l’autrice «hanno bisogno di regole per crescere e di fantasia per diventare grandi. Sarebbe un enorme passo avanti nutrirli di fiabe, storie di famiglia, giochi tra amici ed esperienze da vivere. E considero tassativo per dare loro respiro che vengano preservati dalla rete e da tutto ciò che li rende fruitori passivi e appiattiti su un immaginario generico e di scarsa qualità.»
Cosetta Zanotti
Nel colorato «Una storia senza capo né coda» di Cosetta Zanotti, proposto da Carthusia, con le illustrazioni di Irene Frigo, la protagonista è una nonna che raccoglie storie nei posti più impensati – tra i calzini stesi, le dispense o i fiori – per regalarle alla nipote Tina. Una dichiarazione d’amore alla fantasia e al piacere di raccontare. Un albo che celebra il potere delle storie «piccole», quotidiane.
«Ogni ascoltatore» dice Cosetta Zanotti «è un potenziale narratore, ed è così che le storie raccontate oralmente si sono tramandate nei millenni e sono arrivate fino a noi. Del resto, la nostra vita è un racconto, solo che spesso ce ne dimentichiamo. Mi piace pensare che sia possibile educare narrando, mostrando il mondo a chi non l’ha ancora visto con quello sguardo sereno che sa ancora di meraviglia e stupore. Le storie sono fatte di parole e le parole possono costruire o smontare il mondo, sta a noi decidere come usarle. Raccontare una storia è, in fondo, un modo per dire ti voglio bene».
Parla proprio al cuore dei più piccoli «La coccola perfetta» firmato da Cosetta Zanotti per Coccole Books e illustrato da Paola Formica. Un albo che celebra l’unicità del legame tra adulto e bambino, fatto anche di piccoli gesti, contatto fisico e tenerezza. Ogni coccola è un modo per dirsi: ti voglio bene. «Quando entriamo in contatto con l’altro attraverso il tatto,» dice Cosetta Zanotti «stiamo dicendo a noi stessi che esistiamo. Siamo un io che incontra un tu. La mancanza di questo importante gesto a lungo andare può portare a una silenziosa quanto inesorabile perdita di consapevolezza di sé. Ognuno di noi ha una coccola preferita, non ce n’è una uguale a un’altra perché ognuno di noi è diverso. In qualsiasi forma essa si manifesta, è un gesto che accoglie e custodisce».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

@Domenica
Rubriche, commenti, approfondimenti e idee da leggere con calma, quando e dove vuoi.