Cristicchi: «A Sanremo canto la tenerezza e la rabbia della cura»

«L’ispirazione è qualcosa di trascendente, di magico. Può arrivare in qualsiasi momento, è qualcosa che non sappiamo spiegare».
Simone Cristicchi con le sue parole sa sempre emozionare, per quella capacità di sceglierle con cura e di metterle in fila donando loro significato. Ed è quello che ha saputo fare anche in occasione della presentazione del brano «Quando sarai piccola», con cui ritorna in gara a Sanremo (dall’11 al 15 febbraio) e che è inserito nella riedizione dell’album «Dalle tenebre alla luce», in uscita il 14 febbraio. Un brano che, ancora una volta, è in grado di scavare nelle fragilità umane, dedicato alla madre e agli anziani che con l’età e la malattia tornano bambini.
Il brano
«È un tema universale. Nella vita di ognuno c’è un momento in cui una persona cara ritorna piccola – ha spiegato ieri, in conferenza stampa pre-Festival a Milano – . Ho cercato in questo testo di non essere retorico e di non scadere nel patetico. Non puntavo a Sanremo, ma facendo ascoltare la canzone mi sono reso conto che ha una forza emotiva potentissima». Difficile accettare che chi prima curava, oggi va curato, specie per un figlio. «Non è stato facile scriverla per me. Ci eravamo concentrati soprattutto sulla tema della tenerezza, sul prendersi cura, ma abbiamo sentito poi l’importanza di inserire nel brano anche il senso di impotenza e quindi la rabbia».
Ad affiancarlo sul palco del Festival ci sarà la cantautrice Amara, compagna anche nella vita, con cui eseguirà, nella serata dei duetti, un brano finora considerato intoccabile, «La cura» di Franco Battiato. Un omaggio che è una prosecuzione del tour teatrale «Torneremo ancora - Concerto mistico per Battiato» che la coppia ha portato anche a Brescia e in cui esegue le canzoni più spirituali e ascetiche del cantautore siciliano.

«Quando è arrivato il momento di decidere chi avere accanto nella serata dei duetti è stato naturale pensare a Franco e alla mia compagna di vita, Amara. “La cura” non è stata mai scelta per la serata dei duetti. L’unico che l’ha cantata a Sanremo è stato lui, nel 2007, anno in cui ho vinto. Mi sento protetto e al sicuro su quel palco, anche perché avrò accanto una persona pura, straordinaria, che ha reso la mia vita meravigliosa».
Festival
Commuove Cristicchi, che non teme il tritacarne rappresentato dal Festival né le sue dinamiche: «Affronto questo Sanremo come una missione bellissima. A prescindere da come andrà credo di avere ottenuto già una vittoria spirituale». Nelle sue parole, nella sua trasparenza c’è tutta l’emozione di chi porta la propria storia, le proprie fragilità, ma anche le proprie consapevolezze. «Sento di essere fedele a me stesso e questa è la corazza che mi porterò – aggiunge –. Il mio è un colore all’interno di questo mosaico che Conti ha voluto creare. E lo ringrazio per aver portato di nuovo il cantautorato a Sanremo, con Brunori, con Lucio Corsi. Portiamo avanti la bandiera di chi ci ha insegnato a scrivere canzoni».
L’album
«Quando sarai piccola» si va a inserire in un album già pregno di brani ricchi di significato, sul senso della vita, sulla forza della natura, sulla caducità umana, sull’amore, nell’accezione più ampia e forte del termine. «Questo album era pronto da tanti anni, sono canzoni che avevo scritto per i miei spettacoli teatrali – spiega Cristicchi – ma erano rimaste lì fino a quando non ho avuto un grave incidente domestico che mi ha lasciato una cicatrice sulla fronte. Nel momento in cui mi sono ripreso il primo pensiero è stato: “pubblico l’album”. Non so se perché sono impazzito o rinsavito. Ma proprio per quell’idea di non voler perdere più tempo».
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