Minecraft diventa film: continua il boom dei videogiochi al cinema

Scorrendo la lista dei film in uscita o in streaming, non ci vuole molto per imbattersi in un titolo che prende ispirazione da un videogioco più o meno famoso. Gli adattamenti videoludici al cinema non sono esattamente cosa nuova, ma quello che è cambiato negli ultimi anni è che hanno iniziato a dare risultati, a incassare cifre e raccogliere visualizzazioni tali da convincere l’industria che questa è la nuova miniera da scavare per trovare dei profitti. Di miniere e scavi dopotutto si parla anche in «Un Film Minecraft», basato sul popolare videogioco sandbox giocato da circa 170 milioni di persone ogni mese in tutto il mondo e nelle sale italiane con Warner Bros. dal 3 aprile 2025.
Cos’è Minecraft
È difficile ormai trovare qualcuno che non ne abbia mai sentito parlare: creato dallo svedese Markus Persson e sviluppato da Mojang Studios nel 2011, «Minecraft» è diventato di gran lunga il videogioco più venduto della storia con oltre 300 milioni di copie; il secondo, per dare un’idea dell’enormità dell’impresa, è «Gta V» con 210 milioni di copie.
Nel videogame, ai giocatori viene data totale libertà creativa: il mondo di «Minecraft» è composto da cubi dai quali i giocatori possono estrarre risorse per costruire oggetti, edifici o molto altro. Nel corso di questi quattordici anni, sono state compiute imprese incredibili, come la costruzione di un computer funzionante sul quale far girare «Tetris».
Il film
Il film diretto da Jared Hess conserva molti di questi elementi e racconta una storia che ricorda quella di film come «Jumanji»: il protagonista è Steve (la mascotte del franchise), interpretato dal noto attore Jack Black, un uomo estremamente appassionato di miniere che un giorno entra in un mondo fatto di blocchi colorati. L’Overworld è però in pericolo e in soccorso di Steve arriva un eterogeneo gruppo composto da due fratelli rimasti orfani, un’agente immobiliare coinvolta suo malgrado nell’avventura e un ex campione di videogame, Garrett «The Garbage Man» Garrison, che qui ha il volto di Jason Momoa («Il Trono di Spade», «Aquaman»).
Come evidente dal trailer, «Un Film Minecraft» è pensato per gli appassionati che già conoscono il videogioco da cui è ispirato, ma anche per un nuovo pubblico di giovani (e non) desiderosi di perdersi in un nuovo mondo.
L’uscita
Il film non è ancora uscito, ma viene dato per scontato che si tratterà di uno dei primi veri successi cinematografici di un 2025 fin qui povero di grandi risultati al botteghino (fatta eccezione per il fenomeno «Ne Zha 2», film d’animazione cinese che ha incassato oltre 2 miliardi di dollari, quasi tutti in patria).
Il motivo è semplice: i videogame al cinema adesso funzionano, eccome. Lo dimostrano i recenti risultati di titoli come «Super Mario Bros. Il Film» (1.3 miliardi di dollari in tutto il mondo) e dell’intero franchise del riccio Sonic, arrivato a superare il miliardo di dollari al box office con solo tre film. Sono stati premiati anche gli adattamenti di «Five Nights at Freddy’s», «Uncharted» e «Pokémon Detective Pikachu», mentre sul piccolo schermo manca poco all’uscita della seconda stagione di «The Last of Us», basata sull’acclamatissimo videogame pubblicato da Naughty Dog e tra le serie più apprezzate del 2024 c’è stata «Fallout», ispirata al franchise post-apocalittico dell’etichetta Bethesda.
I videogame per l’industria cinematografica
Il cinema, insomma, si è buttato a capofitto sul mondo dei videogame e non poteva essere altrimenti, considerando le cifre in gioco: nel 2024 l’industria cinematografica mondiale ha incassato 30 miliardi di dollari, mentre nello stesso periodo il mercato dei videogiochi è valso 187.7 miliardi di dollari e si prevede che entro il 2027 possa arrivare a 213 miliardi di dollari.
Le principali case di produzione e distribuzione si stanno dotando di una sezione dedicata proprio al gaming: Netflix ha lanciato una sezione apposita sulla sua piattaforma, Disney ha messo mano al portafoglio per acquistare Epic Games, software house dietro all’altro fenomeno di questi anni, «Fornite», e Warner Bros. ha da tempo al suo interno una divisione dedicata ai videgiochi. Questo è un settore in cui stanno girando soldi, tanti soldi, e le major del cinema hanno capito che investirci conviene.
Generazioni
Ci sono poi altri aspetti da considerare. Uno è generazionale: se l’industria audiovisiva si sta occupando così tanto di videogiochi è perché le generazioni che più ci hanno avuto a che fare ora sono il pubblico cinematografico di riferimento. Millenials e Gen Z sono abituati da tutta la vita a giocare ai videogame, conoscono i mondi trasposti sul grande schermo e sono abituati a questo tipo di esperienza di visione, specie perché sono gli stessi videogame che negli anni si sono «cinematografizzati» al punto da diventare veri e propri film interattivi.
Non solo: si parla ormai da anni di gamification o ludicizzazione, ovvero l’utilizzo di elementi mutuati dai giochi in contesti non ludici; l’interattività è considerata uno strumento sempre più efficace in molti ambiti sociali, pedagogici, scolastici e anche nel mondo dell’intrattenimento. Concetti come punti da accumulare, livelli da raggiungere, ricompense da ottenere stimolano istinti primari dell’essere umano ed è per questo che ritrovarli trasposti in storie sul grande schermo è diventato un vantaggio non da poco.
Da qui si capisce il recente successo di «Super Mario Bros. Il Film» e quello probabile di «Un Film Minecraft». Come detto, però, non è finita qui, perché in cantiere ci sono già numerosi progetti. Dall’horror «Until Dawn» in uscita ad aprile fino al live-action di «The Legend of Zelda» in programma per il 2027 e ai sequel già annunciati dei franchise di Super Mario, Sonic e «Mortal Kombat» (oltre agli attesi adattamenti di «Ghost of Tsushima», «Horizon Zero Dawn» e molti altri) sembra che il cinema non abbia intenzione di fermarsi e voglia continuare ad adattare grandi titoli e grandi storie per il pubblico di videogiocatori e non.
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