Arte

Arte e impresa, le opere di Felice Martinelli nello Studio Bandera

La Redazione Web
Inaugurata l’esposizione «Orbite Aggiunte» al Crystal Palace di Brescia. L’artista: «Il mio lavoro un prelievo di forze ancestrali che modellano lo spazio secondo una misura fisica e spirituale»
  • L'esposizione Orbite Aggiunte di Felice Martinelli
    L'esposizione Orbite Aggiunte di Felice Martinelli - © www.giornaledibrescia.it
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    L'esposizione Orbite Aggiunte di Felice Martinelli - © www.giornaledibrescia.it
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Lo Studio Bandera ha aperto le porte della sua sede al Crystal Palace di Brescia per ospitare «Orbite Aggiunte», un nuovo capitolo del dialogo tra arte e impresa che da tempo caratterizza la visione dello studio. Protagonista della serata l’artista bresciano Felice Martinelli, figura di spicco della scultura contemporanea, invitato a raccontare il proprio percorso creativo in un confronto diretto con il pubblico.

La materia – ferro, pigmenti, resine e terre – è al centro della ricerca plastica di Martinelli, che attraverso gesti minimi e profonde sottrazioni dà forma a tensioni, fratture, vibrazioni. Sculture e installazioni si offrono come frammenti in equilibrio tra spazio e tempo, luce e ombra, evocando processi di disgregazione e ricomposizione.

In mostra anche due opere site-specific, Vertigini e Tokyo e dintorni, realizzate dall’artista nel 2022 proprio per Studio Bandera. Entrambe si inseriscono nel dialogo con l’allestimento contemporaneo dello spazio, tra rigore formale e apertura percettiva.

Il vernissage

Durante la serata sono intervenuti il founding partner Arrigo Bandera e l’artista stesso, sottolineando il valore della contaminazione tra mondi diversi. «Crediamo nel pensiero che si manifesta anche attraverso l’arte – ha dichiarato Bandera –, e offrire uno spazio che stimoli il confronto è per noi parte integrante della nostra professione».

Martinelli ha definito il suo lavoro come «un prelievo di forze ancestrali che modellano lo spazio secondo una misura fisica e spirituale». Un processo che si traduce in opere capaci di aprire nuove possibilità espressive, restituendo alla materia la sua vocazione originaria: essere linguaggio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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