Addio a Jorrit Tornquist, «mago» del colore e dell'architettura
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Una delle sue opere resterà sotto gli occhi di tutti i bresciani: è il colore del camino del termovalorizzatore di A2A, quel grigio-azzurro quasi metallico che sparisce nei giorni di nebbia, e che sotto il sole estivo diventa blu come il cielo padano. Magie del colore. E «mago del colore», nelle sue opere realizzate come artista, ma anche negli studi cromatici applicati all’architettura, Jorrit Tornquist lo era quasi per vocazione.
L’artista, scomparso l’altra notte a causa di una malattia, al colore in natura aveva infatti dedicato i primi studi. Nato a Graz, in Austria, nel 1938, aveva inizialmente intrapreso gli studi di biologia, applicandosi in particolare al tema del colore mimetico negli animali. Passato ad Architettura (anche qui un percorso interrotto), continuò a lavorare sul colore e sugli effetti della luce sulla cromia applicata ai materiali. Trasferitosi in Italia nel 1964 (avrebbe preso la doppia cittadinanza nel 1992), fondò a Milano nel 1972 il gruppo Team-colore. Nelle sue opere focalizzò l’attenzione sulla percezione, coniugando la geometrica di campiture, tagli e inquadrature (da «nordico» puntava all’astrazione dalle emozioni) con la continua vibrazione cromatica, quasi un respiro della luce sulla materia.
Da oltre vent’anni si era trasferito tra Brescia e Bergamo, dove si era sposato e dove aveva trovato casa a Cisano Bergamasco, una casa atelier nei boschi in cui si dedicava all’arte (rappresentato dalla galleria F22 di Franco Rossi, a Palazzolo) e alla progettazione. Nel 2006 il Comune di Brescia gli aveva dedicato una mostra nel salone Vanvitelliano della Loggia, e tanti collezionisti bresciani possiedono sue opere. È presente in importanti musei in tutto il mondo.

Ma l’impegno più visibile, anche al servizio della comunità, l’aveva espresso come consulente per progetti architettonici e urbanistici. Tra le sue opere, il camino del termovalorizzatore di A2A, il colore per i pannelli che rivestono la galleria Tito Speri, i toni vivaci che per qualche tempo hanno caratterizzato i lampioni nella zona sud della città. Per lo studio Cigognetti-Piccardi -Vitale ha realizzato il colore delle nuove case a schiera del quartiere Violino, partecipato alla rivisitazione architettonica dello stabilimento Raffmetal a Casto, ed era al lavoro per due centrali del teleriscaldamento di A2A a Milano. Suo il colore sul cementificio di Tavernola Bergamasca.
Jorrit Tornquist lascia la moglie Rosella Cigognetti. Per sua volontà non saranno celebrati funerali.
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