Vobarno, niente segnale telefonico per chilometri: disagi per residenti

Ubaldo Vallini
A Rango, Carvanno, Ceresigno, Fucina Nuova, Degagna e San Martino, per arrivare fino a Eno i 350 abitanti che ci vivono si sentono cittadini di serie B. Il problema è arcinoto
Il bivio di Eno: i telefonini sono muti per diversi chilometri - © www.giornaledibrescia.it
Il bivio di Eno: i telefonini sono muti per diversi chilometri - © www.giornaledibrescia.it
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Il funzionamento della telefonia nella stretta valle solcata dal torrente Agna, a Vobarno, crea da sempre grossi problemi a chi ci vive. Più recentemente anche a chi ci passa per raggiungere Treviso Bresciano o Capovalle attraverso il passo del Cavallino della Fobbia. Una cosa che non passa inosservata, abituati come siamo ad avere ovunque la copertura.

Malumori

«Passi per poche centinaia di metri, succede spesso anche da altre parti, non per i dieci chilometri e oltre che è lo sviluppo della valle - scrive un nostro lettore, Fabrizio, nel lamentare una situazione diventata difficile -. Soprattutto durante il periodo estivo sono molti i turisti che transitano lungo la strada comunale e coloro che, a diverso titolo, lavorano nei boschi. In caso di emergenza non sanno proprio come fare». E aggiunge: «E gli abitanti come fanno a collegarsi con enti o banche, che spesso mandano messaggi per autorizzare pagamenti o operazioni: messaggi che ovviamente non possono essere recapitati?».

Non basta insomma vivere il disagio e l’isolamento tipico della montagna, con strade strette e spesso soggette a frane, con segnali tv inesistenti che obbligano al collegamento satellitare.

«I problemi sono stati sottoposti alle varie Amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo, ma tutto è sempre caduto nel vuoto» conclude il lettore.

A Rango, Carvanno, Ceresigno, Fucina Nuova, Degagna e San Martino, per arrivare fino a Eno, lungo quella che anticamente era la direttrice per raggiungere il Trentino dalla pianura bresciana, i 350 abitanti che ci vivono si sentono cittadini di serie B. Il problema è arcinoto: in passato sono state più volte raccolte firme a riguardo ed alcune compagnie telefoniche avevano anche fatto delle promesse, mai mantenute. Non che le Amministrazioni comunali se ne siano disinteressate. Recentemente sarebbero stati proposti sgravi fino a 130mila euro sul canone di locazione per le antenne, ma le compagnie hanno preferito pagare piuttosto che sobbarcarsi l’onere di posizionare nuovi ripetitori: non sarebbe per loro conveniente.

Qualcosa funziona. C’è la linea per il telefono fisso e così le telefonate possono arrivare, con la deviazione di chiamata, direttamente allo smartphone, se si è «a tiro». Internet arriva con la fibra ottica quasi dappertutto, altrimenti c’è sempre la possibilità di collegarsi via satellite.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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