Tempi lunghi per i ristori post alluvione, Niardo in difficoltà
Se le opere pubbliche per la messa in sicurezza del territorio – tra strade, corsi d’acqua e versanti montani – stanno viaggiando e molte sono già concluse, lo stesso non vale per le «opere private». Mentre sono in corso i lavori per sistemare la ferrovia e allargare le interferenze tra i torrenti Re e Cobello con la ferrovia, nei giorni scorsi, in un incontro in Regione per fare il punto sulla ricostruzione post alluvione dell’estate 2022, è arrivata una doccia gelata per cittadini, imprese e Amministrazione di Niardo.
I tempi per ottenere i ristori paiono allungarsi ancora di più, ma soprattutto è ormai certo che, per essere indennizzati dei danni, i privati dovranno prima anticipare i soldi, eseguire le opere e solo successivamente, a lavori terminati, potrebbero essere risarciti.
Sconcerto
Una notizia che in paese non è certo stata presa bene. I tecnici regionali hanno infatti chiarito che la procedura per ottenere i ristori sarà simile a quella già nota per l’ottenimento dei primi contributi per l’immediato sostegno, ossia a rendicontazione delle opere eseguite (sono criteri stabiliti a livello nazionale).
«Abbiamo chiesto alla Regione – dice il sindaco di Niardo Ivan Markus – di fare istanza al Dipartimento nazionale affinché i soldi possano essere anticipati a cittadini e aziende, per consentire loro di avere la liquidità necessaria per sostenere le spese per gli interventi di ripristino, senza anticipare le risorse».
Incertezze
Anche sui tempi non c’è certezza, ma tanta burocrazia. Il Governo ha stanziato 150 milioni per le calamità del 2022-2023: la stima dei danni per il 2022, a livello nazionale, è di 50 milioni (di cui 13 per l’alluvione di Niardo), ma per il 2023 le richieste sono di un miliardo. La fase attuale è quella delle intese tra le Regioni colpite per stabilire lo schema di ordinanza e vedere come mettere a terra le risorse, ma alcuni territori hanno chiesto più tempo.
Dopo l’ordinanza sarà eseguita la ricognizione specifica dei danni con cui i cittadini formalizzeranno, su un portale, danni e spese sostenute, per attualizzare i 13 milioni stimati, e quindi sarà fatto il piano di riparto su base nazionale. Serviranno «diversi mesi» (a essere ottimisti).
Messa in sicurezza
Markus ha poi chiarito che servirebbero altre opere per la completa messa in sicurezza e che il Comune di Niardo è in difficoltà, perché il 75% del territorio è bloccato da ogni iniziativa edilizia finché non sarà completata la sistemazione dei torrenti e per questo è stato deciso di non applicare l’Imu. «Mancano però le entrate necessarie per il funzionamento del Municipio e dei servizi – ha detto –. Per questo chiediamo un aiuto speciale, in parallelo alle opere di messa in sicurezza dei torrenti, per scongiurare gravi problemi finanziari».
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