Strage piazza Loggia, oggi pomeriggio la sentenza su Marco Toffaloni

In camera di consiglio per decidere del futuro di Marco Toffaloni. I giudici del Tribunale dei minori ci sono entrati da qualche minuto. Quando ci usciranno sapremo se, per loro, a mettere nel cestino la bomba che esplose alle 10 e 12 del 28 maggio 1974, è stato Marco Toffaloni. La sentenza è attesa oggi nel pomeriggio. Questa la previsione che hanno fatto lasciando l’aula.
Per il neofascista veronese, che all’epoca aveva 16 anni, ed è questa la ragione per la quale è processato dalla giustizia minorile anche se oggi ne ha quasi 68, il pm Caty Bressanelli ha chiesto la condanna a 30 anni di carcere. «Di più l’ordinamento minorile non mi consente – aveva detto concludendo la sua requisitoria – altrimenti non avrei esitato a chiedere l’ergastolo».
Le prove
Per la pubblica accusa a pesare contro Toffaloni, che da decenni vive in Svizzera, ha preso la cittadinanza elvetica e si chiama Franco Maria Muller, sono le dichiarazioni di Gianpaolo Stimamiglio, quelle di Ombretta Giacomazzi e una foto scattata in piazza Loggia subito dopo l’esplosione. Il primo disse di aver raccolto da lui la confidenza circa la sua presenza a Brescia la mattina della strage. La seconda di averlo visto a Brescia insieme ai giovani neofascisti bresciani e nei sancta sanctorum dei servizi segreti e deviati di Verona. La terza, per gli esperti che l’hanno analizzata, lo piazza nel l’epicentro dell’attentato che provocò la morte di 8 persone e il ferimento di altre 102 e che, da allora, è in cerca dei suoi esecutori materiali.
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