Comune di Brescia, il bilancio 2024 chiude con un avanzo di 118 milioni

La Redazione Web
Nel 2023 furono 109 milioni. La maggior parte delle entrate tributarie proviene dell’Imu
Palazzo Loggia - Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
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L’esercizio 2024 del Comune di Brescia si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 118,1 milioni di euro (erano 109 nel 2023), di cui 67 milioni di avanzo accantonato (comprensivo di 47,2 milioni di euro di fondo crediti dubbia esigibilità), 28,9 milioni di avanzo vincolato, 2,4 milioni di avanzo destinato investimenti e 19,8 mln di avanzo disponibile. Il fondo di cassa al 31 dicembre 2024 è pari a 138,9 milionji di euro (erano 137,8 nel 2023).

Risultati importanti soprattutto a fronte: del peso sopportato dal bilancio comunale a seguito della reintroduzione della cosiddetta «spending review» - il nuovo contributo alla finanza pubblica imposto ai Comuni a partire dal 2024 - pari a 1,7 ml di euro per questo primo anno (al lordo della parziale retrocessione dei residui fondi Covid); del continuo taglio, in particolare, dei trasferimenti correnti da parte della Regione: si è passati dagli 8,5 milioni di euro nel 2023 ai 6,2 del 2024. Solo fra il 2023 e il 2024 ci sono stati minori trasferimenti per 2,2 milioni di euro da parte del Pirellone.

I tempi medi di pagamento si confermano rispettosi dei termini di legge: quindi, anche per il 2025 il Comune non sarà tenuto ad accantonare alcun fondo di garanzia dei debiti commerciali, in parte corrente, consentendo il pieno utilizzo di tutte le risorse disponibili.
Anche quest’anno, il Comune di Brescia ha aumentato la quota di investimenti finanziati e attivati, impegnati o confluiti in un fondo pluriennale vincolato, che hanno raggiunto i 127,3 milioni di euro, in ulteriore crescita rispetto agli esercizi precedenti (118,1 mln nel 2023, 99 mln nel 2022, 70 mln nel 2021, 66,3 mln nel 2020).

Investimenti

Oltre l’80% della spesa per gli investimenti è stato assorbito da quattro missioni: la missione 10 che riguarda i trasporti e il diritto alla mobilità (38,3 mln), la missione 8 che comprende l’assetto del territorio e l’edilizia abitativa (27,4 mln), la missione 6 delle politiche giovanili, lo sport e il tempo libero (24,3 mln), e la missione 9 per lo sviluppo sostenibile e la tutela ambientale (13,1 mln).
Il 50% del finanziamento degli investimenti deriva dal fondo pluriennale vincolato, il 24% da contributi pubblici e privati, il 12% dall’avanzo amministrativo (escluso avanzo vincolato da mutui), l’8% da altre entrate in conto capitale, il restante deriva da mutui e avanzo di parte corrente.
Riguardo ai limiti di indebitamento previsti dalla legge, il Comune li ha ampiamente rispettati anche nel 2024, confermandoli al di sotto del 3% (2,7%), a fronte di un limite massimo di legge del 10% (art. 204 D. Lgs. 267/2000). In valore assoluto, la spesa per gli interessi passivi sui mutui assunti dal Comune per finanziare gli investimenti nel 2024 si è attestata a 3,8 milioni di euro.

Entrate 

Ammontano a 353,3 milioni di euro le entrate da tributi, da trasferimenti, da proventi della gestione dei beni comunali, da servizi, da sanzioni, dalle società partecipate e da rimborsi, l’88% dei quali provenienti da entrate proprie (tributarie e extratributarie) mentre il restante 12% da trasferimenti.
La maggior fonte di entrata tributaria è l’Imu con 69,1 milioni di euro, da segnalare anche il costante aumento del recupero antievasivo (di Ici, Imu, Tasi e Tari) che nel 2024 è arrivato a valere 9,5 milioni di euro (erano 9 nel 2023, 5,6 nel 2020). Per quanto riguarda le entrate extratributarie, la tipologia di entrata prevalente è costituita dai dividendi delle società partecipate (78,3 mln), di cui la stragrande maggioranza (75 mln) provenienti da A2A.
Nel 2024 l’impegno di spesa corrente è stato pari a 320,7 mln di euro, con un aumento pari al 4,3% rispetto all’esercizio precedente (307,6 mln). Il macroaggregato che ne assorbe la maggior parte in valore assoluto è costituito dalle prestazioni di servizi e acquisto beni (193,5 mln di euro). La spesa per il personale, Irap inclusa, ha assorbito 72,2 mln di euro, a fronte di 72,1 mln dell’esercizio precedente.

Le risorse di parte corrente sono state destinate prioritariamente alle missioni dei diritti sociali e della famiglia (65,8 milioni), del trasporto pubblico locale e mobilità (60 mln), dell’istruzione e diritto allo studio (50,1 mln), dello sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente (46,1), mentre 20,4 milioni di euro sono andati nel capitolo «Ordine pubblico e sicurezza».

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