Pisogne, uno studio con UniBs per migliorare la sicurezza del Marcolini

Un tempo erano un modello vincente: casette bifamigliari dignitose per le famiglie degli operai, con spazi a misura, piccolo giardino, posto auto e tutto quanto serviva per vivere. Oggi, che le esigenze sono ben diverse, servono più spazi, soprattutto per le auto, più riservatezza e molto altro. E se un tempo i villaggi Marcolini erano realizzati in aree molto tranquille, oggi lo sviluppo urbanistico ha fatto venire meno questa peculiarità.
Sta accadendo anche a Pisogne, dove gli abitanti del quartiere Marcolini rivendicano da tempo la mancanza di parcheggi, strade troppo strette e spesso con posteggi servaggi, transiti incontrollati e, di conseguenza, mancanza di sicurezza.
Iter
L’Amministrazione ha deciso di affrontare in maniera diversa il problema, con un progetto partecipato che prevede dapprima la raccolta di esigenze, criticità e segnalazioni, l’affidamento della riqualificazione dell’area a esperti dell’Università di Brescia, la ricondivisione delle scelte e quindi la realizzazione dell’intervento, andando per gradi.

Il primo step è avvenuto già ieri sera, con il primo incontro con i residenti, che ha visto il sindaco Federico Laini e l’assessore Nicola Musati spiegare obiettivi e metodi alle persone. Lo scopo è aumentare la qualità e la sicurezza degli abitanti, incentivando la mobilità non motorizzata e riorganizzando stalli e spazi pubblici.
Accordo
Il Comune ha già stipulato un contratto di ricerca con il Dicatam (dipartimento di Ingegneria civile, architettura, territorio, ambiente e matematica) di UniBs, in particolare con il prof Maurizio Tira, che seguirà da vicino lo sviluppo.
«La nostra priorità – spiega Musati – è riordinare la viabilità del Marcolini alla luce delle esigenze di qualità e sicurezza del quartiere e incentivare la mobilità non motorizzata, recependo i più adeguati approcci. Lo studio dovrà analizzare alcune possibili alternative, anche alla luce dei costi di realizzazione e gestione. È un progetto pilota unico, partecipato e condiviso, credo sia il primo della nostra storia».
L’intervento si concentrerà sulle vie Tovini, Giovanni XXIII, Dante, Vescovo e Caggioli, partendo dalle operazioni più facilmente realizzabili, come i sensi unici, e passando poi a quelli più onerosi, come i parcheggi.
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