Museo Ghidoni di Ospitaletto definito un «flop»: Trecani risponde

Gabriele Minelli
La sindaca replica all’attacco del gruppo d’opposizione Alternativa circa spese e accessi: evidenzia il numero di eventi e gli interventi migliorativi
Il Museo Ghidoni di Ospitaletto - © www.giornaledibrescia.it
Il Museo Ghidoni di Ospitaletto - © www.giornaledibrescia.it
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Un museo «flop» (soprattutto economicamente) o un luogo d’aggregazione capace di diventare un punto di riferimento per la cultura a Ospitaletto? È questa la domanda che circola tra gli abitanti di Ospitaletto in seno a ciò che rappresenta l’ex Villa Presti oggi Museo Ghidoni, con la polemica innescata nelle scorse giornate dal gruppo d’opposizione «Alternativa per Ospitaletto» che ha definito il museo «un flop sia per i costi che per la partecipazione». Un’accusa rispedita al mittente a stretto giro dall’Amministrazione comunale, che ha sottolineato a propria difesa l’ampio numero di eventi, gli interventi migliorativi sulla struttura e la necessità di «tempo di rodaggio per portare a pieno regime una proposta museale».

Il Museo Ghidoni (da 550 mq d’edificio e con un parco da oltre 4000 mq), ricordiamo, è frutto di un lungo percorso avviato dieci anni fa dalla vecchia Giunta guidata da Giovanni Battista Sarnico con l’acquisizione di Villa Presti. L’edificio – una villa storica con una decina di sale e la presenza di diverse sculture di Domenico Ghidoni – ha subìto una serie di lavori strutturali e di conservazione dei numerosi affreschi. Un anno e mezzo fa l’inaugurazione da parte dell’Amministrazione Laura Trecani, seguita da mostre e manifestazioni.

Rodaggio

«A noi risulta che a fronte di soli 6.110 ingressi stimati, siano stati spesi ben 164mila euro tra gestione, manutenzioni e iniziative culturali. Le entrate sono state soltanto 34mila euro tra sponsorizzazioni e liberalità - attacca Matteo Totò di “Alternativa” -. Se il Museo Ghidoni fosse privato, sarebbe già fallito in partenza. Da tempo abbiamo chiesto all’Amministrazione Trecani di redigere un piano di gestione museale, ovvero di porsi degli obiettivi, delle linee programmatiche e di tracciare un bilancio specifico per la struttura. Nulla di ciò è mai stato fatto, anzi si naviga a vista».

Alle accuse risponde l’Amministrazione comunale: «Tra i 164mila euro di costi vanno inseriti gli interventi di sistemazione del parco, l’impianto di irrigazione, l’impianto di illuminazione del parco e l’aumento delle sculture presenti: da 7 a 25 - spiega il sindaco Laura Trecani -, mentre 34mila euro di sponsorizzazioni per un museo appena avviato e sconosciuto non sono poco, così come il numero di visitatori, “soli 6.110 ingressi stimati” nel 2024 con 1.350 ragazzi. Se si ritiene che aprire le porte di un museo agli studenti dell’Istituto Comprensivo sia cosa di poco conto non siamo d’accordo. I ragazzi, tra le altre cose, tornano poi con i familiari che magari in museo non avrebbero mai messo piede – prosegue Trecani, che nel suo intervento ha ricordato le sette mostre realizzate –. Gli esperti poi spiegano che perché un nuovo museo vada a pieno regime sono necessari almeno 2 o 3 anni di rodaggio. Fondazione Brescia Musei ha già scelto di collaborare con noi. E stiamo concludendo accordi con altre realtà culturali del territorio. Infine, è triste che il lavoro, l’impegno e la volontà delle persone vengano definiti “mediocri” guardando a cifre senza cercare di capirne il senso».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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