CronacaBassa

Corda Molle, Salvini: «Entro l’estate le alternative al pedaggio»

L’ha detto il ministro dei Trasporti rispondendo al Question time del deputato bresciano Fabrizio Benzoni, che accusa il leader del Carroccio: «Non ha incontrato i territori, non ha dato risposte»
"Corda molle, entro l'estate alternative"
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«Entro la pausa estiva l’aggiornamento del Piano economico finanziario con le soluzioni alternative al pedaggio della Corda Molle, che stanno studiando gli uffici del ministero insieme al concessionario». Così il ministro Matteo Salvini torna sull’annosa questione che sta tenendo bando da mesi. Rispondendo nel Question time a un’interrogazione del deputato bresciano Fabrizio Benzoni, Salvini ripercorre le principali tappe dell’iter che ha spinto pezzi interi di comunità bresciana a mobilitarsi per scongiurare il pagamento del transito sulla strada provinciale 19.

Botta e risposta

Corda Molle, il Question time alla Camera dell'on. Fabrizio Benzoni

Il ministro rispedisce le accuse dei mesi scorsi ricordando che «è stato l’allora ministro Graziano Delrio, del Partito Democratico, a firmare nel 2017 il contratto col concessionario che prevedeva il pedaggio». Non soddisfatto il deputato Fabrizio Benzoni, che alla Camera attacca il ministro – reo di essersi espresso più o meno nettamente sulla vicenda, a seconda del ruolo ricoperto: «Al contrario di quanto detto da Salvini al questione time, non è Delrio che ha fatto tutta una campagna elettorale a spiegare che quella tratta sarebbe stata gratuita, ma è stato lo stesso segretario della Lega Nord che una volta diventato ministro ci dice questo non accadrà».

Le accuse

Un tratto della Corda Molle - © www.giornaledibrescia.it
Un tratto della Corda Molle - © www.giornaledibrescia.it

«Lo scorso 26 giugno – ha proseguito Benzoni –, sempre durante il Question Time, ci ha risposto che avrebbe rinnovato la sua disponibilità ad incontrare le autorità locali e i sindaci del territorio. Le vorrei ricordare che siamo alla quarta Pec di 25 sindaci, alcuni anche del suo partito, che non ottengono risposte da lei, ministro Salvini. Alle loro richieste di incontro, si aggiungono quelle di Confindustria Brescia, della Camera di Commercio, della Federazione Autotrasportatori Italiani, a cui non risponde mai. Non ha incontrato i territori, non ha dato risposte. Sempre il 26 giugno ci disse che i portali installati servono per il monitoraggio del traffico e non per il pedaggio; peccato che accanto ci siano i cartelli che indicano “autostrada a pagamento”. Lei oggi ci avrebbe dovuto aggiornare: quante riunioni ha fatto con il concessionario? Quali sono le soluzioni che ha portato il suo Ministero per trovare una soluzione? Oggi c’è stata una mozione di sfiducia per le bugie di un ministro in quest’aula; non abbiamo partecipato al voto per una serie di questioni, ma se dovessimo fare una mozione per le sue bugie, ce ne sarebbe una al giorno».

Intanto nelle scorse ore un gruppo di lavoratori, studenti e membri della comunità bresciana ha scritto una lettera allo stesso Salvini; chiedono di proibire il pedaggio e fanno leva sui principi costituzionali: la libera circolazione e il diritto al lavoro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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