Autovelox, stop ai ricorsi: a Brescia poche le multe interessate
La Provincia: «Da noi le contestazioni riguardo l’omologazione sono solamente lo 0,006% dei verbali»

Un autovelox - © www.giornaledibrescia.it
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Per ora il decreto è fermo. Il ministro dei Trasporti Salvini ha sospeso il decreto, che è all’analisi dell’Unione Europa, spiegando che servono ulteriori approfondimenti.
In ogni caso non dovrebbe aver alcun peso a Brescia l’eventuale stop ai ricorsi contro le multe per gli autovelox non omologati introdotto dalla modifica del Codice della strada. La norma, al momento ferma, prevede che dalla prossima estate tutti i dispositivi approvati a partire dal 13 giugno 2017 sono da ritenersi omologati automaticamente. Un provvedimento che punta a mettere ordine, e anche fine, alle polemiche sulle rilevazioni a distanza.
Il parere
«In realtà contro i nostri verbali e più in generale nel Bresciano le impugnazione delle multe per la mancata omologazione delle apparecchiature riguarda solo una percentuale minima e risibile dei ricorsi» spiega l’assessore provinciale delegato, Davide Mannatrizio. Su 400mila verbali comminati nel 2024 i ricorsi su queste tematiche di autorizzazione od omologazione delle apparecchiature elettroniche sono stati circa 290. «Una percentuale dello 0,0006 per cento, numeri bassissimi che davanti al monte di 35/40 milioni di euro proventi della sanzione non sono certo significativi o in grado di incidere sui bilanci dell’ente».
E proprio sul fronte dell’ente Provincia di Brescia va detto che le apparecchiature adottate sino ad oggi sono state provviste di tecnologia successiva al 2021: «Cerchiamo, in ogni cso, di mantenere aggiornate le nostre apparecchiature, per avere la massima precisione delle rilevazioni» come spiegano dal Comando della Polizia Provinciale di via Romiglia. Solo le apparecchiature mobili e per rilevazioni puntuali risalirebbero al 2019, «comunque oltre la data del giugno 2017 fissata dal decreto di cui si attende la pubblicazione».
In vista delle disposizioni ministeriali adottate nel nuovo testo del Codice della Strada, la Provincia ha nel frattempo avviato la pubblicazione di un bando per la fornitura già entro aprile di 14 nuove apparati di rilevazione che a rotazione saranno ospitati nelle 28 postazioni del Bresciano.
Il bando prevede anche i relativi servizi di manutenzione e revisione periodica delle apparecchiature. «Ci affidiamo a nuove tecnologie che ci garantiranno ulteriori definizioni delle immagini dei mezzi rilevati, tra i quali la forma, il colore e in taluni casi anche le masse. Le apparecchiature permetteranno anche di raccogliere ulteriori elementi come la mancanza di revisione, la classe di inquinamento e la regolarità dell’assicurazione. Intanto si farà chiarezza, e finiranno i ricorsi al giudice di pace contro i misuratori di velocità. Anche noi come ente avevamo chiesto che si procedesse velocemente ad approvare anche questo importante decreto, dato che in troppi incidenti la velocità è stata causa di morti e feriti» continua l’assessore provinciale.
Per la sicurezza
La Provincia di Brescia comunque ha intenzione, dove le condizioni tecniche delle strade lo ammettono, di ampliare la rilevazione della velocità di media, parametro che garantisce un maggior controllo sulla condotta di guida e quindi sulla sicurezza.
Parallelamente gli apparecchi non conformi in uso alle Polizie Locali dovranno essere spenti o si rischia un’altra raffica di ricorsi da parte degli automobilisti.
Nel dettaglio il decreto sugli autovelox, per ora sospeso, è composto da 7 articoli e da un lungo allegato tecnico contenente caratteristiche, requisiti e procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità ai sensi dell’articolo 142 del Codice della Strada. La principale novità è nell’articolo 6, relativo alle disposizioni transitorie, quando si indica che i dispositivi o sistemi approvati secondo quanto previsto dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 13 giugno 2017, n. 282, essendo conformi alle disposizioni dell’allegato tecnico, sono da ritenersi omologati d’ufficio.
Tutti gli altri dovranno seguire una procedura tassativa con la disattivazione fino al completamento delle formalità che prevedono che il responsabile del procedimento di un dispositivo o sistema approvato prima dell’entrata in vigore del decreto possa richiedere l’omologazione integrando la documentazione, entro il termine di sei mesi dall'entrata in vigore del decreto.
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