Il ricordo di Preti: «Come il sindaco Boni, un pilastro per la città»

Il professor Augusto Preti è stato il pilastro su cui si è edificata l’Università di Brescia. Non c’è eccesso di enfasi retorica in questo, è la constatazione di un dato di fatto. La sua leadership illuminata e la capacità di coniugare professionalità accademica e sensibilità umana restano un esempio per tutti noi. Io sono arrivato a Brescia, come borsista, nel 1987. Da subito mi ha colpito l’affabilità del rettore.
Il professor Preti coniugava la visione complessiva dell’Università (delle necessità, degli spazi di crescita) all’attenzione per i piccoli dettagli. Un ineccepibile professionista di livello che però non era certo distaccato dalle singole persone, anzi: la sua cifra umana era proprio la capacità di entrare empatia con tutti.
L’Università di Brescia è nata ufficialmente nel 1982, ma non è che prima nella nostra città non ci fosse una presenza universitaria; c’erano dei corsi che facevano riferimento ad atenei di altre città coordinati dal consorzio Eulo. Il rettore Preti è stato un catalizzatore, grazie appunto alla sua visione strategica ha saputo unire e porre le basi per crescere. Vorrei aggiungere che ha saputo pensare l’Università in base alle esigenze del territorio e poi disegnandola praticamente su misura.
A distanza di oltre quarant’anni possiamo vedere il risultato di quella che inizialmente poteva sembrare solo un’avventura e cito solo un dato: sono oltre 70mila i laureati nei decenni. Dal 2010 il professor Preti non era più rettore: è quindi un tempo considerevole e molti non lo hanno conosciuto. Un vero peccato, perché lui è stato un unicum, lui era un tutt’uno con la sua Università e con la sua città. Da questo punto di vista l’unica figura a lui paragonabile è quella del sindaco Bruno Boni; li accomuna anche la durata dell’incarico: entrambi ventisette anni. Il professor Preti è stato a lungo anche decano dei rettori italiani; il suo nome godeva di particolare prestigio nella Crui. Oggi la nostra comunità perde non solo un rettore emerito, ma un uomo che è stato protagonista ineguagliabile del nostro Ateneo. Il suo nome è scritto indelebile per sempre nella storia dell’Università degli studi di Brescia.
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