Associazione artigiani, 80 anni di sfide e impegno

Ottant’anni di impegno per gli artigiani, oggi più che mai. L’Associazione Artigiani di Brescia festeggia un traguardo importante in un contesto economico complesso, ma con la consapevolezza di poter fare la differenza. «Ci troviamo ad affrontare nuove sfide – spiega il presidente Mauro Marenda – ma il nostro compito è infondere fiducia e aiutare le imprese a reagire».
La situazione per il mondo artigiano non è delle più rosee. Il presidente analizza il momento congiunturale e sottolinea le difficoltà comuni con il settore industriale: «Affrontiamo le stesse difficoltà, siamo parte dello stesso sistema produttivo».
I numeri
I numeri dell’ultima indagine condotta tra le aziende associate non lasciano molto spazio all’ottimismo. Su 1.500 intervistati, il 33% prevede una diminuzione del lavoro, il 55% una situazione stabile e solo il 12% un aumento. «Quel 33% preoccupa - ammette Marenda -. Se i colleghi pensano al peggio, significa che hanno elementi concreti per farlo». A essere più in difficoltà sono le aziende legate all’automotive, che nel 2025 vedranno una riduzione del 58%, e l’edilizia, che subirà un pesante calo dopo il boom legato al superbonus 110%.
Qualche segnale positivo arriva dal comparto economico-finanziario, che fortunatamente regge. Ma l’incertezza pesa: «Il clima è instabile. Brescia è una provincia che da sempre si caratterizza per il proprio atteggiamento positivo, ma ci troviamo a dover contrastare un’ondata di negatività». La ricetta dell’Associazione Artigiani è chiara: «Dobbiamo infondere fiducia ai nostri associati, senza raccontare storie. Serve realismo, ma anche determinazione. Ed è in questi momenti che esce la tempra bresciana: impegno dedizione e capacità di reinventarsi».
Anno speciale
Il 2025, lo si diceva, è anche un anno speciale per l’Associazione, che celebra l’ottantesimo anniversario. «Siamo la prima associazione artigiana nata a Brescia, e con la Giunta esecutiva sappiamo di avere l’onere e l’onore di rappresentare un impegno che viene da lontano. Dobbiamo tener fede ai valori costituenti sapendo che oggi si devono interpretare in modo nuovo perché le esigenze sono ora multiformi. Non siamo abituati a promettere ma quello che diciamo ci sforziamo sempre di farlo, ed è ciò che normalmente ci viene riconosciuto».
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