Residence Prealpino, lunedì il d-day

Mancava solo la data. Che ora c'è. I lavori di demolizione del Residence Prealpino prenderanno il via lunedì prossimo, 22 marzo, alle 16.30. Un momento simbolico, al quale è annunciata la partecipazione del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dell'assessore alla Casa del Pirellone, Mario Scotti, dei sindaci di Brescia e Bovezzo, Adriano Paroli e Antonio Bazzani, e del presidente Aler Ettore Isacchini.
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Mancava solo la data. Che ora c'è. I lavori di demolizione del Residence Prealpino prenderanno il via lunedì prossimo, 22 marzo, alle 16.30. Un momento simbolico, al quale è annunciata la partecipazione del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dell'assessore alla Casa del Pirellone, Mario Scotti, dei sindaci di Brescia e Bovezzo, Adriano Paroli e Antonio Bazzani, e del presidente Aler Ettore Isacchini.

Specie da chi, residenti della zona in primis, saluta l'appuntamento di lunedì come quello che pone fine a oltre vent'anni di disagi, particolarmente intensi nell'ultimo scorcio, quando il fenomeno dello spaccio, aveva fatto salire la preoccupazione nella zona.

Chi ci sarà di sicuro sono gli addetti della ditta Corbat di Flero (che ha demolito in passato la Campari di Sesto S. Giovanni e lo scorso hanno ha preso parte volontariamente ai soccorsi dopo il terremoto a L'Aquila), che si è aggiudicata l'appalto per la demolizione (base d'asta 188mila euro). Le operazioni dureranno almeno un mese, spiega Mauro Tininini: «Avverrà in più fasi: prima verrà rimosso quanto resta all'interno e avviato, suddiviso per tipologie di rifiuti alle varie discariche. Quindi, procederemo a igienizzare tutto. Si passerà poi allo "strip out", la rimozione di infissi e impianti». Solo a quel punto entrerà in campo uno speciale escavatore da demolizione forte dei suoi 700 quintali e di un braccio da 18 metri: con speciali cesoie idrauliche inizierà a «divorare» l'ex Residence dal tetto verso il basso. Alla fine, le macerie saranno rimosse e portate in discariche o in centri di recupero che ne faranno inerti per la costruzione di strade.

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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