Pubblica un video hot: si redimerà col calcio
Dal settore giovanile dell’Inter ad un’aula di tribunale. E ora nuovamente sul rettangolo verde per una messa alla prova a tutto campo. Così il calcio diventa un modo alternativo per scontare una condanna. È la storia di un 23enne finito nei guai con la giustizia per reati a sfondo sessuale commessi quando di anni ne aveva 17. I fatti risalgono al 2014. Allora il protagonista era una promessa della Beneamata e a denunciarlo fu una ragazzina di un anno più giovane, vittima di attenzioni morbose e palpeggiamenti. Ma non solo. Il ragazzo era arrivato infatti anche a diffondere online un video hot della giovane, poi finito al centro dell’inchiesta.
In primo grado il ragazzo era stato condannato a due anni e otto mesi per produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Davanti alla Corte d’Appello il quadro è cambiato e ora spetterà al giovane, nel frattempo diventato ampiamente maggiorenne e che ha parzialmente risarcito economicamente la vittima, dimostrare di meritarsi la chance. La Corte ha infatti congelato per un anno il processo e gli ha concesso la messa alla prova. Col... pallone tra i piedi.
Per dodici mesi dovrà infatti, tre volte a settimana, allenare i bambini del settore giovanile della squadra del paese dove abita nell’hinterland bresciano. Il club aveva ovviamente già dato la disponibilità a farlo entrare nello staff tecnico del settore giovanile. Ovviamente allenerà gratuitamente e sotto il controllo dell’ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe) del tribunale di Brescia. «Siamo soddisfatti perché è stata concessa una grande possibilità» è il primo commento dell’avvocato Cristian Mongodi, legale nel processo d’appello del 23enne pronto a vestire i panni dell’allenatore. Come condanna alternativa.
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