Massima attenzione al terrorismo, sia locale che internazionale
“Non abbiamo bisogno di niente, solo di lavorare e lavorare”. Difficoltà le sta affrontando anche la polizia: la congiuntura economica avrebbe imposto a tutti “grandi sacrifici”. Ma il questore Vincenzo Ciarambino, a Brescia da poco più di un mese, si dice “sereno” e guarda al massimo che si può fare con la “costante ma non muscolare efficienza operativa” dei suoi agenti e con i mezzi che si hanno. Comprese le nuove tecnologie, come la georeferenziazione dei reati utilizzata soprattutto per i furti in abitazione, quella che in altre città è già una realtà istituzionalizzata: il controllo di vicinato.
Nell’ultimo anno la polizia bresciana, dalla Squadra Mobile alla Polfer passando per la Stradale, ha eseguito 237 arresti e fatto più di 2 mila denunce. Le persone controllate sono state quasi 115mila, circa 89mila i veicoli. Poco meno di 22mila, invece, le contravvenzioni rilevate al codice della strada. Tutto mentre resta alta l’attenzione al terrorismo, anche internazionale. Il questore ha ricordato che è necessario “praticare tutte quelle ipotesi investigative per addivenire all’individuazione delle responsabilità in ordine alla commissione dell’attentato alla struttura che oggi ci ospita”, cioè la Polgai, che ha ospitato la festa per il 164esimo anniversario della fondazione della polizia di stato.
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